“Il professor Halbwachs era arrivato ai limiti della resistenza umana. Si svuotava lentamente della sua sostanza, giunto allo stadio ultimo della dissenteria che lo portava via nel fetore. Un po' più tardi, mentre gli raccontavo una cosa qualsiasi, affinché sentisse il suono di una voce amica, all'improvviso aveva aperto gli occhi. Vi si leggeva lo smarrimento, la vergogna del suo corpo in deliquescenza. Ma anche una fiamma di dignità, lo scintillio immortale di uno sguardo umano che constata l'approssimarsi della morte, che sa come regolarsi, che la fronteggia valutando la posta, liberamente: sovranamente.”
da Male e modernità
Argomenti
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scrittore spagnolo 1923–2011Citazioni simili
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Variante: «Va bene. Lasciamo perdere i limiti temporali. Se vuoi che sia io a compiere il gesto... lo farò ma a una condizione». Mi sentii mancare la voce. «Quale?». Il suo sguardo era prudente. Parlò lentamente: «Prima sposami». [... ] «E dai», risposi con un velo di isteria nella mia voce. «Ho soltanto diciotto anni». «Be', io quasi centodieci. È ora che metta la testa a posto».