“Ho cercato di vedere film che non rappresentassero questi stereotipi. Il primo è stato Gioventù bruciata con James Dean, ma quello a me più caro è stato Ai nostri amori di Maurice Pialat. La forza di quel film, e di tutto il cinema di Pialat, è stata quella di evitare le trappole della narrazione e arrivare al cuore dei personaggi, lasciandoli vivere la carne e le ossa e il sangue e gli altri fluidi biologici della loro vita. Si connetteva al pubblico perché i personaggi erano le stesse persone che sedevano nel cinema. Ecco che la mia arroganza si mostra: volevo provare a me stesso di poter fare il film [Chiamami col tuo nome] come Pialat, con lo stesso punto di vista, evitando la prospettiva dello script in tre atti…”

Origine: Dall'intervista di Adriano Ercolani durante il New York Film Festival, Luca Guadagnino racconta Chiamami con il tuo nome, la nostra intervista https://blog.screenweek.it/2017/10/luca-guadagnino-racconta-chiamami-nome-la-nostra-intervista-580517.php, Blog.screenweek.it, 13 ottobre 2017.

Estratto da Wikiquote. Ultimo aggiornamento 22 Maggio 2020. Storia

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