„Dopo di ciò il maestro, fermo e concentrato, richiamandosi alla mente tutto quello che è stato fin qui detto, dopo unito fra di loro il corpo, etc., del discepolo ed il suo proprio corpo, soffio vitale e via dicendo, deve meditare come il tutto risieda dentro il suo proprio corpo, soffio vitale, etc. Basandosi quindi sulle concezioni anzidette, ben fermo e concentrato di mente, egli deve meditare come il cammino del tempo ed il cammino dello spazio riposino sul soffio vitale, come questo riposi sulla potenza, come questa riposi sulla coscienza e come la coscienza pura sia identica a Śiva, inseparata dalla coscienza del discepolo ed inseparata pure dal fuoco mantrico, etc.; (e così meditando), secondo il metodo già esposto, su Śiva, dispogliato o avviluppato o ambedue insieme, versare l'oblazione completa – (e tutto ciò) «coi sensi ben pacificati.»“

2013, 78b-82
Tantrāloka, Capitolo XVII

Estratto da Wikiquote. Ultimo aggiornamento 22 Maggio 2020. Storia

Citazioni simili

„Lo yogin unito a Śiva è testimone dell'emanazione del corpo cosmico di Śiva come identica alla creazione del proprio perfetto corpo divino.“

—  Mark Dyczkowski indologo inglese 1951

Origine: La dottrina della vibrazione, p. 194

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„Impuro come può essere infatti il corpo, etc., costituito dai cinque elementi grossi?“

—  Abhinavagupta, Tantrāloka

2013, 221b
Tantrāloka, Capitolo IV

„Uno yogin la cui coscienza ordinaria sia ben raccolta nel cuore e che non abbia alcun'altra preoccupazione, grazie a una presa di coscienza priva di dualità (avikalpa), si dedica interamente alla contemplazione della propria coscienza in quanto Soggetto cosciente liberato dal corpo e dagli altri limiti. E così che, sempre vigile, assorbendosi nel Quarto stato e in quello che ne è al di là, pone fine al pensiero dualizzante e acquista a poco a poco la sovranità.“

—  Kṣemarāja filosofo indiano 975 - 1025

commento a Pratyabhijñā 4.1.11
Origine: Pratyabhijñā o Īśvarapratyabhijñākārikā, opera di Utpaladeva.
Origine: Citato in Lilian Silburn, La Kuṇḍalinī o L'energia del profondo, traduzione di Francesco Sferra, Adelphi, 1997, p. 70. L'opera non è specificata.

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