Frasi preferite
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“Willy: Cosa ti fa sentire meglio quando ti senti giù?
- Charlie: La mia famiglia.”

Johnny Depp (1963) attore statunitense

Film La fabbrica di cioccolato

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“In Italia si parla sempre di Diritti e mai di Doveri. In Italia si finge di ignorare o si ignora che ogni Diritto comporta un Dovere, che chi non compie il proprio dovere non merita alcun diritto.”

Oriana Fallaci libro La rabbia e l'orgoglio

libro La rabbia e l'orgoglio
Variante: «In Italia si parla sempre di Diritti e mai di Doveri. In Italia si finge di ignorare o si ignora che ogni Diritto comporta un Dovere, che chi non compie il proprio dovere non merita alcun diritto».

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“Sguaina dalla tasca | la mano che fu una spada | e tra le dita lievita un pane.”

Lillo Gullo (1952) poeta, scrittore e giornalista italiano

Pane di spada, p. 54
Beati. [On the road in the room. Aforismi e fotopastelli]

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“A te ti spaccano la faccia solo perché m'hai dissato.”

Noyz Narcos (1979) rapper, beatmaker e writer italiano

da Underground Rap Star
Ministero dell'Inferno

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“Si vive, si muore si prova dolore dal quale | non c'è un pensiero che ti consola.”

Jovanotti (1966) cantautore, rapper e disc jockey italiano

da L'elemento umano, n. 7
Ora

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“[Qual è secondo te il ruolo del DJ oggi?] Il ruolo di sempre, trasmettere tramite la musica pure emozioni, energia e passione.”

Prevale (1983) disc jockey, produttore discografico e conduttore radiofonico italiano

Origine: Intervista di Andrea Belfiore, Professione Dj, Viviromamagazine.com, 4 aprile 2016, pp. 64-65.

Noyz Narcos photo

“Nove per chi mi chiama per nome, quello che mia madre mi ha dato; Noyz è il mio alter ego, che ne sai te dell'altro lato?”

Noyz Narcos (1979) rapper, beatmaker e writer italiano

da 16 barre, 2012
Altre canzoni

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“Questo liquore finiamolo, questo amore ridefiniamolo su un pianoforte in mogano, monogamo era il diavolo.”

Gue Pequeno (1980) rapper italiano

da Rose nere
Bravo Ragazzo

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“[Sulla festa dei morti in Sicilia] Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perché la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perché noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perché in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.”

Andrea Camilleri (1925–2019) scrittore, sceneggiatore e regista italiano

Origine: Da http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-db122e96-535f-46a3-8bed-71314f6a9bb5.html, dal film-documentario di John Turturro Prove per una tragedia siciliana (2009).

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“Io, io solo farò davvero il socialismo in Italia!”

Benito Mussolini (1883–1945) politico, giornalista e dittatore italiano

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“La Sicilia è fascista fino al midollo.”

Benito Mussolini (1883–1945) politico, giornalista e dittatore italiano

Palermo, 20 agosto 1937; da Opera omnia, vol. 28
Citazioni tratte dai discorsi

Confucio frase: “Dimmi e dimenticherò. Mostrami e ricorderò. Coinvolgimi e capirò.”
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“L'armata delle tenebre ritorna in scena, overdose di rime morbose endovenose fuori vena.”

Noyz Narcos (1979) rapper, beatmaker e writer italiano

da Fake Emcees
Non dormire