„Ho capito allora che io, almeno, non avevo finito di essere un appestato durante i lunghi anni in cui, tuttavia, con tutta la mia anima, credevo appunto di lottare contro la peste. Ho saputo di aver indirettamente firmato la morte di migliaia di uomini, che avevo persino provocato tale morte, trovando buoni i principi e le azioni che l'avevano determinata. […] Mi sembra che la storia mi abbia dato ragione, oggi si fa a chi uccide di più. Sono tutti nel furore del delitto, e non possono fare altrimenti. […] La faccenda mia, in ogni caso, non era il ragionamento; era quella sudicia avventura in cui sudice bocche appestate annunciavano a un uomo in catene che doveva morire e regolavano le cose per farlo morire dopo notti e notti di agonia. La faccenda mia era il buco nel petto. E mi dicevo che mi sarei rifiutato di dar mai una sola ragione, una sola, lei capisce, a quella disgustosa macelleria. […] Col tempo, mi sono accorto che anche i migliori d'altri non potevano fare a meno di uccidere o di lasciar uccidere: era nella logica in cui vivevano, e noi non possiamo fare un gesto in questo mondo senza rischiare di far morire. Sì, ho continuato ad avere vergogna e ho capito questo, che tutti eravamo nella peste; e ho perduto la pace. Ancora oggi la cerco, tentando di capirli tutti e di non essere il nemico mortale di nessuno.“

—  Albert Camus, libro La peste

La peste

Ultimo aggiornamento 21 Maggio 2020. Storia

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„So soltanto che bisogna fare quello che occorre per non essere più un appestato, e che questo soltanto ci può far sperare nella pace, o, al suo posto, in una buona morte. Questo può dar sollievo agli uomini e, se non salvarli, almeno fargli il minor male possibile e persino, talvolta, un po' di bene. E per questo ho deciso di rifiutare tutto ciò che, da vicino o da lontano, per buone o cattive ragioni, faccia morire o giustifichi che si faccia morire. […] Di qui, so che io non valgo più nulla per questo mondo, e che dal momento in cui ho rinunciato ad uccidere mi sono condannato ad un definitivo esilio. Saranno gli altri a fare la storia. So, inoltre, che non posso giudicare questi altri. […] Di conseguenza, ho detto che ci sono flagelli e vittime, e nient'altro. Se, dicendo questo, divento flagello io stesso, almeno non lo è col mio consenso. Cerco di essere un assassino innocente; lei vede che non è una grande ambizione. Bisognerebbe certo che ci fosse una terza categoria, quella dei veri medici, ma è un fatto che non si trova sovente, è difficile. Per questo ho deciso di mettermi dalla parte delle vittime. In mezzo a loro, posso almeno cercare come si giunga alla pace. […]" Dopo un silenzio il dottore domandò se Tarrou avesse un'idea della strada da prendere per arrivare alla pace. "Sì, la simpatia.“

—  Albert Camus, libro La peste

[...] "Se si può essere un santo senza Dio, è il solo problema concreto che io oggi conosca".
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„Non si può ancora morire | mentre ti agiti inerte. | Aggrappati all'ultima azione | che ancora puoi fare: | non devi fallire la morte.“

—  Giorgio Gaber cantautore, commediografo e regista teatrale italiano 1939 - 2003

da Il cancro, disco 2, n. 11
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„Morire sì, | non essere aggrediti dalla morte.“

—  Vincenzo Cardarelli poeta e scrittore italiano 1887 - 1959

da Alla Morte nelle Poesie

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„Non capisco molto Leonardo. Non l'ho capito quando è passato dal Milan all'Inter e capisco ancora meno quello che fa oggi con il Psg. Mi chiedo se sia un giocatore, un allenatore, un agente o un petroliere. Non capisco. Questa è la prova che nel calcio saper fare lobby paga.“

—  Diego Armando Maradona allenatore di calcio e calciatore argentino 1960

Con data
Origine: Citato in Maradona contro Leonardo «Non so chi è e cosa fa» http://www.corrieredellosport.it/calcio/calcio_estero/ligue_1/2012/01/08-214318/Maradona+contro+Leonardo+%C2%ABNon+so+chi+%C3%A8+e+cosa+fa%C2%BB, Corriere dello Sport.it, 8 gennaio 2012.

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„Voglio morire in scena. È la morte migliore, insieme a quella durante un'erezione.“

—  Zucchero composto chimico chiamato comunemente zucchero 1955

Citazioni di Zucchero
Origine: Citato in Fulvio Paloscia, Zucchero, schiaffo al festival http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/06/zucchero-schiaffo-al-festival.html, la Repubblica, 6 marzo 2002.

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„Ci fecero fare la pace; ci abbracciammo, e da allora siamo nemici mortali.“

—  Alain-René Lesage romanziere e commediografo francese 1668 - 1747

Origine: Da Le Diable boiteux, III; citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013.

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