“Un uomo con un orologio sa che ore sono. Un uomo con due orologi non è mai sicuro.”
Erich Segal (1937–2010) insegnante, scrittore, sceneggiatore
Priva di fonte
2010, p. 10
Gerarchie spirituali e loro riflesso nel mondo fisico – Zodiaco, Pianeti e Cosmo
Variante: Ciò che l'uomo può indagare, sapere, conoscere, le idee e i concetti ch'egli conquista, e pure le immaginazioni, ispirazioni e intuizioni della chiaroveggenza ch'egli conquista, tutto ciò è, se è lecito dir così solo post-vissuto dall'uomo, ma è già stato pre-vissuto e pre-saputo appunto dalle entità che stanno al di sopra dell'uomo. Se ci è lecito usare un paragone alla buona, diremo che l'orologiaio anzitutto ha l'idea, il pensiero dell'orologio, poi, secondo quest'idea, costruisce l'orologio. L'orologio è costruito secondo le idee dell'orologiaio che hanno preceduto la costruzione; in seguito poi qualcuno potrà smembrare l'orologio, analizzarlo e studiare da quali pensieri dell'orologiaio esso abbia avuto origine; egli ripenserà allora i pensieri dell'orologiaio. Solo così, in sostanza, l'uomo, al suo stadio normale d'evoluzione, può contenersi di fronte all'antichissima saggezza cosmica primordiale delle entità spirituali a lui superiori. (2010, p. 10)
“Un uomo con un orologio sa che ore sono. Un uomo con due orologi non è mai sicuro.”
Erich Segal (1937–2010) insegnante, scrittore, sceneggiatore
Priva di fonte
“Chi conquista il cuore dell'uomo conquista tutto l'uomo.”
Francesco di Sales (1567–1622) vescovo cattolico francese
Filotea
“L'artista deve fare in modo che la posterità creda ch'egli non abbia vissuto.”
Gustave Flaubert (1821–1880) scrittore francese
Origine: Da Corrispondenza, febbraio 1842
“Certi medici sono simili agli orologiai. Questi ruinano gli orologi, quelli i temperamenti.”
Giovanni, Atto II, p. 36
L'ipocondriaco o sia Il purgativo Le Roy
“È impossibile per un uomo imparare ciò che crede di sapere già.”
Epitteto (50–138) filosofo greco antico
Vincenzo Cardarelli (1887–1959) poeta e scrittore italiano
da La poltrona vuota, Rizzoli, Milano, 1969, p. 249