“Le obbiezioni colle quali si pretende di legittimare o di scusare il suicidio, e che sono le più comuni, quanto sono le più apparenti o speciose noi le riscontriamo nelle seguenti:
1." La natura vuole l'uomo felice; dunque essa nell'infelicità autorizza il suicidio.
2" Tra due mali può sempre aver luogo la scelta del minore e perciò del suicidio.
3." La natura ci attornia di oggetti tendenti alla nostra distruzione, ella adunque approva il suicidio.
4." L'uomo quando è inutile a sé ed agli altri non offende più alcun dovere col suicidio.
5." Si può esporre la vita per altri doveri; dunque anche per quello della felicità.
6." Il suicidio si commette sempre nello stato di pazzia; dunque non può essere imputato a disonestà o a colpa.
7." Il suicidio è determinato da un'irresistibile tendenza nel punto nel quale si commette; dunque esso non è più imputabile, siccome non libero.
8." Il suicidio fu qualche volta ammesso dalle leggi e dai filosofi: dunque esso non è di quelle immoralità che si tennero sempre ed assolutamente per tali.”
Origine: Saggio d'un corso di filosofia, p. 558
Argomenti
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filosofo italiano 1795–1883Citazioni simili
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Pier delle Vigne, pp. 414-415
Saggi critici
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Francesco Orestano (1873–1945) filosofo italiano
da Pensieri, XXIII; citato in Dizionario delle citazioni
“Non si dovrebbe mai uccidere un uomo che sta per commettere suicidio.”
Woodrow Wilson (1856–1924) 28º presidente degli Stati Uniti d'America
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“Lo sai cos'è il suicidio? […] L'estremo vaffanculo di chi vuole avere sempre l'ultima parola.”
Patricia Cornwell libro Kay Scarpetta
Origine: Kay Scarpetta: da Cadavere non identificato.
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Padre Maronno – L'ispettore Catiponda – L'Ispettore Santo Maroponda, Quinta puntata