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“Notte Che Divora

L’alba cela
nel suo grembo scuro
raggi di sole
che filtrano rancori.
Stanco è il mio sorriso
senza sale,
e assaporo colori
che scrivono fuochi
a cancellare
ogni stella esaudita.
La battigia,
confessore fedele,
raccoglie ancora
le mie speranze
senza veli
che nascondono lacrime.
Ma resta ancora
l’odore del mare sulla pelle
a cullare lo zucchero
nell’anima,
mentre ti ama
senza testa.
L’amore è un crimine
che inganna
sensi e sentimenti
in autostrada
verso la valle dell’infelicità
senza te.
Il sole tinge
di brillanti le acque,
ed io respiro
il ritmo del nuovo tempo
che si rivela
incertezza nelle ombre.
Ritorno a casa,
dove nelle sue mura
è sempre notte accesa
senza rumore,
immobile nel suo destino
che lentamente,
mi divora.

Laura Lapietra ©”

Ultimo aggiornamento 30 Giugno 2026. Storia

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“Senza di te non c'è più il giorno | che si consumi senza l'inganno | e io ti sento ancora, pazzo di me | anima mia, mentre vai via | e così sia, così sia.”

Mina (1940) pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia

da E così sia
Piccolino

Luigi Tenco photo
Friedrich Schiller photo

“Solo sa che sia amore chi ama senza speranza.”

in Teatro, atto II, scena VIII
Don Carlos

Susanna Tamaro photo

“Cammino Senza Di Te

È già tardi, in questi fili 
di giorni sbiaditi senza sale, 
che al mio fianco lentamente camminano in silenzio a farmi ombra, 
senza ascoltare il cuore che piange, 
senza un sorriso a illuminarmi il viso, una carezza a scaldarmi la pelle, 
senza parlarmi di te e dei tuoi occhi, 
di quanto manchino in queste ore! 
Ormai cammino con il mio riflesso 
tra le tue preferite vie in fiore 
nei giorni d'estate, 
e le strade deserte d'inverno 
sotto la neve che imbiancava. 
La primavera era la tua festa 
nei campi d'ulivo, seduta sulla panca, 
paziente restavi a osservarla. 
L’autunno, la tua malinconia, 
tingeva di giallo e bronzo 
le foglie rosse del nostro giardino, 
e in ogni ricordo che scrivevi, 
per restituirlo alla sensibilità 
del cuore tra le pieghe dell'anima, 
c'era il timbro del sentimento. 
E in quei tramonti senza un perché, 
le tue cantilene sui tuoi gioielli 
più preziosi che sfoggiavi 
con orgoglio, i nostri splendidi figli, 
appesi al futuro che tesse in segreto 
i loro destini a noi sconosciuti,
che nelle notti tra le tue preghiere, 
nelle tue lacrime imprigionate, 
una luce di purezza d'animo, 
erano speranza sul tuo volto sincero! 
Oh cara, stanchi e tristi, senza respiro 
di felicità a lasciarci volare
sull'oceano d'amore,
i miei passi vagabondi seminano vento di tempesta dietro di me, 
senza rumori di rassegnazioni. 
Ti sei vestita di perle d'anima 
per addormentarti, ormai matura 
nei tuoi anni di spine e vittorie, 
nelle braccia del sonno eterno, 
verso la valle della libertà eterna. 
E io qui, ancora in questa giungla 
del tempo che squarcia e rattoppa ferite sul cuore che brucia sempre, 
soltanto questo amore nel mio petto. 
Amore mio, fedele colomba bianca, 
le tue ali sono le mie lacrime, 
ma il ricordo della tua essenza 
è la coltre che scalda l'anima 
nel fiore d'amore per te, 
che sulla tua tomba 
di freddo marmo adagio piano 
per non farti mancare mai 
il frastuono in tormenta d'amore 
nel sacrificio del silenzio rotto 
in ogni petalo che appassisce,
ma rinsavisce nell'eterno cielo 
nelle tue mani che un giorno rivedrò. 

Laura Lapietra ©”

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