“«Luce», nel linguaggio di Dio, significa «prova»: un mondo di oscurità più alta e imperscrutabile.”
Lettere a Mita
Origine: Dalla lettera a M. Pieracci Harwell del 16. VI [1971], pp. 249-250.
“«Luce», nel linguaggio di Dio, significa «prova»: un mondo di oscurità più alta e imperscrutabile.”
Lettere a Mita
Origine: Dalla lettera a M. Pieracci Harwell del 16. VI [1971], pp. 249-250.
da Il flauto e il tappeto, Tappeti volanti, p. 68
Gli imperdonabili
Gli imperdonabili
Origine: Da Il flauto e il tappeto, Della fiaba, p. 29)
Gli imperdonabili
Origine: Da Il flauto e il tappeto, Con lievi mani, p. 103.
Gli imperdonabili
Origine: Da Fiaba e Mistero, Parco dei cervi, pp. 145–146.
Gli imperdonabili
Origine: Da Fiaba e mistero, Parco dei cervi, p. 156.
dalla lettera a Gianfranco Draghi, [Roma] 21. X. [1956 o 1957], p. 57
Il mio pensiero non vi lascia
"Abbelliscimi" <br class="br">Gli imperdonabili <br class="br">Origine: Da Sensi soprannaturali, p. 243; citato altresì in La Civiltà Cattolica, ed. 3565-3570, 1999, p. 37 http://books.google.it/books?id=aQw5AQAAMAAJ&pg=PA37.
“Non conosco poesia universale senza una precisa radice: una fedeltà, un ritorno.”
da Fiaba e Mistero, Parco dei cervi, p. 146
Gli imperdonabili
Lettere a Mita
Origine: Dalla lettera a M. Pieracci Harwell del 24, S. Mattia [febbraio 1966, Quaresima], p. 206.
Lettere a Mita
Origine: Dalla lettera a M. Pieracci Harwell del 22 sett. le 11 [1973], p. 275.
Origine: Dalla Prefazione a I Quaderni. Russia 1885-1919 di Varvàra Dolgorouki, traduzione italiana di Amalia D'agostino Schanzer, Rusconi, Milano, 1976. La prefazione, nell'edizione Rusconi in forma anonima e senza titolo è pubblicata nuovamente in: Appassionate distanze, a cura di Monica Franetti, Filippo Sacchieri e Roberto Taioli, Tre lune Edizioni con l'attribuzione a "C. Campo" e sotto il titolo: Una delle ultime gran dame di questa terra.
Gli imperdonabili
Origine: Da Il flauto e il tappeto, Con lievi mani, p. 111.
Origine: Da Lettera a Rodolfo Quadrelli, Vigilia di Pentecoste, 1967, in Appassionate Distanze. Letture di Cristina Campo con una scelta di testi inediti, a cura di Monica Farnetti Filippo Secchieri Roberto Taioli, Tre Lune Edizioni, Mantova, 2006, p. 81. ISBN 8887355851
Origine: Da una lettera a John Lindsay Opie, senza data (dalla metà degli anni Sessanta in poi, Belinda e il mostro, p. 188), scritta in inglese; citato in Cristina De Stefano, Belinda e il mostro, p. 107.
“Scusi questa lettera sovraccarica di perfezioni.”
È una parola che mi ossessiona, con pochissime altre — le parole di quell'«era primaria» del linguaggio alla quale tento invano di arrivare. È certo, in ogni caso, che tutti gli altri strati geologici del vocabolario mi sono divenuti inabitabili; mi limito, qualche volta, a chieder loro diritto di asilo.
Lettere a Mita
Origine: Dalla lettera a M. Pieracci Harwell del [dicembre? 1961], p. 150.
Il mio pensiero non vi lascia
Origine: Dalla lettera a Gianfranco Draghi da [Venezia,] 14. IX. 58, p. 103.
Origine: Da una lettera a John Lindsay Opie, senza data (dalla metà degli anni Sessanta in poi, Belinda e il mostro, p. 188), scritta in inglese; citato in Cristina De Stefano, Belinda e il mostro, p. 107.
Tutto questo fa parte del tuo libro, mentre la vita di Roma non ne fa parte, e ti dividerebbe da esso ancora una volta – e questa volta forse per sempre. Che tu scriva o non scriva, che tu sia triste o allegra, non tornare. Aspetta il tuo libro là dove gli hai dato appuntamento. Non lo tradire.
Origine: Da Lettera a Maria Zambrano del 25-VII [1962], in Se tu fossi qui. Lettere a Maria Zambrano 1961-1975, p. 27.