“Che cosa fanno queste polveri? [micro e nanopolveri prodotte dall'incenerimento e dagli inquinanti in generale] Si comportano come dei gas, vengono inalate, le più grossolane cadono su frutta e verdura e vengono mangiate; passano dal polmone o dallo stomaco entro qualche decina di secondi, dal sangue passano a tutti i tessuti; nei tessuti vengono sequestrate, vengono bloccate per sempre, e si comportano come corpi estranei, perché sono corpi estranei. E intorno a questi corpi estranei si formano dei tessuti particolari, tessuti che si chiamano tessuti di granulazione, sono dei tessuti infiammatori che hanno la possibilità – ma non è detto – di diventare dei cancri. Queste forme qui possono dare malattie cardiovascolari, ictus, infarto; possono dare malattie neurologiche come Alzheimer, come Parkinson, dare malformazioni fetali, danno delle malattie della sfera sessuale, una malattia nuova di cui non c'era traccia fino a pochi anni fa, che si chiama malattia del seme urente, una malattia classica proprio da inquinamento.”Stefano Montanari
“Insomma, basterebbe un minimo di cultura specifica per accorgersi che le ceneri [prodotte dagli inceneritori e anche immesse volutamente nei laterizi] di cui si parla sono dotate sì di una certa inerzia chimica, nel senso che possiedono una reattività molto scarsa nei confronti delle sostanze più comuni, ma sono ben altro dal punto di vista biologico. Se, infatti, queste polveri sono inalate o ingerite, la reazione dell'organismo non potrà altro che essere sovrapponibile a quella di qualsiasi polvere inorganica di cui, come se non bastasse, non si conosce la composizione.”Stefano Montanari pag. 196
“[Con l'incenerimento dei rifiuti] La maggior parte del materiale bruciato si trasforma in sostanze molto più tossiche di quelle iniziali, la produzioni di polveri è enorme e le tecnologie di filtrazione dei fumi sono di fatto inefficaci. Aperto è, poi, il problema delle ceneri cariche di metalli pesanti che si formano dalla combustione e che costituiscono una frazione importante del rifiuto. Queste devono essere portate in discariche che, dunque, non scompaiono affatto con l'uso degl'inceneritori, e, stante la loro volatilità, le ceneri si ritrovano disperse nell'ambiente. Perciò, l'incenerimento dei rifiuti altro non è se non un gioco di prestigio per farli scomparire alla vista, mentre, in realtà, la massa dei rifiuti ne esce aumentata e dotata di maggiore tossicità.”Stefano Montanari
“I filtri di cui sono dotati gli inceneritori, anche i più tecnologicamente avanzati, sono in grado di agire solo, e nemmeno totalmente, sul particolato primario filtrabile, che costituisce una parte minoritaria di tutte le polveri prodotte. Dunque, su tutte le altre particelle che si formano a valle del filtro, non c'è alcun effetto. Ma il problema non finisce qui. Una volta catturate le polveri catturabili, quale sarà la loro sorte? Purtroppo queste finiranno, in un modo o nell'altro, di nuovo nell'ambiente.”Stefano Montanari
“Vi dicono che questi filtri [degli inceneritori] trattengono il 99,9% delle polveri. È un falso. Trattengono il 99,9% di un piccolo campione di polveri che si chiamano polveri primarie filtrabili. Non fanno nulla sulle polveri primarie condensabili che sono un altro tipo di polveri. Non fanno nulla sulle polveri secondarie.”Stefano Montanari
“Uno studio del 2004 ha accertato che nanoparticelle assunte per inalazione possono raggiungere il cervello percorrendo gli assoni delle cellule nervose. Aggrava la situazione il fatto che il particolato, oltre a non essere biodegradabile, è anche non biocompatibile, il che significa che è, per definizione, patogenico, cioè capace d'innescare una malattia. Come avviene per un qualsiasi corpo estraneo, l'organismo reagisce alla presenza indesiderabile di quei minuscoli granelli di polvere con uno stato infiammatorio; tale reazione diventa visibile quando la concentrazione dei detriti è abbastanza elevata. Ma quando i granelli sono nanometrici, ecco che sono capaci di penetrare in profondità nelle cellule, fino all'interno del nucleo senza che la cellula percepisca la loro presenza, tanto che la membrana resta integra e la cellula vitale e capace di riprodursi.”Stefano Montanari
“Quasi in ogni circostanza, queste polveri entrano nell'ambiente per emissione in atmosfera e il loro comportamento è tanto più simile a quello di un gas quanto minore è la loro dimensione. Così, le particelle più grossolane ricadranno al suolo entro poche ore o, al massimo, entro pochi giorni, mentre quelle più piccole, quelle che si situano più o meno al di sotto del micron, potranno restare in sospensione anche per anni e distribuirsi su migliaia di chilometri quadrati per diffusione o per trasporto da parte di agenti atmosferici […] mentre la distribuzione delle nanoparticelle è di fatto omogenea.”Stefano Montanari
“Pare ormai accertato che le polveri [nanoparticelle] penetrate nel nucleo della cellula siano capaci di "mettere in disordine" le sequenze dei costituenti del DNA e mutino così il testo delle informazioni.”Stefano Montanari