“[…] la guerra è sventura, ed è tanto difficile dirigere volontariamente il pensiero verso la sventura quanto persuadere un cane, non preliminarmente addestrato, a camminare in un incendio e a lasciarsi carbonizzare. Per pensare la sventura è necessario portarla nella carne, profondamente conficcata, come un chiodo, e portarla a lungo, affinché il pensiero abbia il tempo di temprarsi abbastanza per guardarla.”
Origine: Corrispondenza, p. 33
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“Fatti coraggio: il colmo della sventura non durerà a lungo.”
Eschilo (-525–-456 a.C.) tragediografo ateniese
Frammenti, 352
Tito Lívio libro Ab Urbe condita libri
Annibale: XXX, 44; 1997
Sed tantum nimirum ex publicis malis sentimus quantum ad privatas res pertinet, nec in iis quicquam acrius quam pecuniae damnum stimulat.
Ab urbe condita, Libro XXI – Libro XXX