“[…] il pane e noi concorriamo insieme circa la famigliarità con l'universale, e sì come i dottori, i filosofi, i gentiluomini, i cavalieri, i signori, i conti, i marchesi, i duchi, i re, gl'imperadori e i papi, con ogni altra spezie di genìa, mangiano lui, così le medesime varietà di genti maneggiano noi. E ne la foggia che la sustanzia del pane su detto nutrisce le turbe che diciamo, resta in noi la volontà de le persone che ci adoprano; onde siamo or larghe, or misere, or piacevoli, or furibonde, or taciturne, or cicale, or facete, or ritrose, ora sapute e ora triviali.”
Carte: pp. 3-4
Le carte parlanti
Argomenti
età, uomini, famiglia, persone, cavaliere, cicala, detto, dottore, filosofia, filosofo, foggia, furibondo, insieme, marchesa, marchese, miseria, misero, pane, persona, re, ritrosia, signora, signore, signoria, spezia, taciturno, varietà, resta, ora, volontàPietro Aretino53
poeta, scrittore, drammaturgo 1492–1556Citazioni simili
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Origine: Da I Marinisti. Opere scelte, a cura di G. Getto, Utet, Torino, 1954; citato in Lunario dei giorni di quiete. 365 giorni di letture esemplari, a cura di Guido Davico Bonino, prefazione di Claudio Magris, Einaudi, Torino, 1997, p. 392. ISBN 8806147234
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