„È stato duro. Perché sono stato avvisato la mattina presto che quello lì partiva. Sono uscito di casa e sono andato nella zona del quartiere internazionale. Camminavo, e a un bel momento ho visto che volevano portarmi via i protetti della strada Légrády Károly numero 33. Mi sono opposto e ho raggiunto un accordo con l'ufficiale di polizia di andare nel parco dove c'era lo stato maggiore della razzia. Non sapendo che cosa dire - perché dicevano che il Sanz Briz era scappato e di conseguenza non esisteva più legazione - ho detto: "ma come non esiste più legazione? Io sono il legale sostituto! Sanz Briz è andato a Berna per incontrarsi con i colleghi di altre nazioni, la bandiera è sempre fuori, di conseguenza mi meraviglio! Questi sono i miei documenti". Avevo il passaporto e la tessera diplomatica.“

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„Se uno dopo essere andato via dice che è stato doloroso, allora non è stato doloroso. Non serve a niente dire questo. Higuaín ha sbagliato a tramare alle spalle della società e dei napoletani. Se fosse andato alla Juve in modo pulito non sarebbe stato odiato dai napoletani. Un giocatore che fa 36 gol è normale sia voluto da tutti, ma ci sono modi e modi per andar via.“

—  Diego Armando Maradona allenatore di calcio e calciatore argentino 1960
Con data, Source: Da un'intervista rilasciata a PiùEnne; citato in RILEGGI LIVE - Maradona: "Parlerò con ADL a Madrid, ho tante idee! Higuain? Ha tramato alle spalle! Sul Real, Mughini, Diego jr ed i cinesi..." http://m.tuttonapoli.net/in-primo-piano/rileggi-live-maradona-parlero-con-adl-a-madrid-ho-tante-idee-higuain-ha-tramato-alle-spalle-sul-real-mughini-diego-jr-ed-i-cinesi-301314, TuttoNapoli.net, 18 gennaio 2017.

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„Accidenti alla legge! La maggior parte dei miei simili è la triste conseguenza di un aborto che non è stato commesso.“

—  Karl Kraus scrittore, giornalista e aforista austriaco 1874 - 1936
da Aphorismen, p. 59 Source: Da Essere uomini è uno sbaglio. [Aforismi e pensieri], a cura di Paola Sorge, Giulio Einaudi Editore, 2012.

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„Mi era arrivata la voce dai primi di gennaio che gli ultranazisti ungheresi volevano rastrellare tutti gli ebrei del ghetto internazionale per portarli al ghetto comune, chiuderli dentro, dare fuoco al ghetto, e uccidere quelli che tentavano di scappare. C'era già un muro intorno. Io non credevo a una cosa del genere perché mi sembrava un'enormità, un'atrocità enorme. Non ci credevo. Però, una bella mattina, ho visto passare una colonna di ebrei […] portati verso il ghetto che era lì a trecento metri. Ho domandato chi erano, e mi hanno detto che erano i portoghesi, ebrei ungheresi protetti dalla legazione del Portogallo. Durante la notte - credo le due di notte - era venuto in legazione un inviato della legazione portoghese: mi chiedevano che assumessi la protezione degli interessi portoghesi perché lui non ce la faceva più. Quando la mattina ho visto passare questa colonna di ebrei ungheresi protetti dalla legazione portoghese, ho cominciato a capire che qualcosa stava succedendo. E così ho scritto una lettera a questo ministro Vajna, dicendo che ho sentito queste voci e sono sicuro che lui, come ministro dell'interno e responsabile civile e militare della capitale assediata, non avrebbe permesso una cosa del genere. Quello non ha risposto. Allora […] mi sono presentato lì dove lui aveva la sua sede, nel sotterraneo del municipio di Budapest, che è un grandioso edificio, con un sotterraneo spazioso con uffici, e lì ho trovato Wallenberg, lo svedese, e Zürcher lo svizzero, ai quali ho detto "adesso io vado dentro e poi vi saprò dire". Sono andato da questo signore, il quale mi ha detto chiaro e tondo che lui aveva intenzione di fare una cosa del genere. Io ero sbalordito. Pensavo dentro di me: "ma questo qui proprio sta diventando matto, lui è ministro degli interni, è responsabile civile e militare della capitale assediata, come fa a pensare di fare una strage del genere?". Penso che ci fossero dentro nel ghetto sessantamila [prigionieri], più trentamila che venivano dalle case protette, insomma: si trattava di ammazzare un centinaio di migliaia di persone, oltre che distruggere la parte storica della capitale.“

—  Giorgio Perlasca funzionario italiano 1910 - 1992

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„[Nel 1994] Sono stato negli spogliatoi di recente con cinque top players. Non si è sentita una parola in venti minuti. Quando sono uscito, ho detto "È stato un piacere parlare con voi colleghi."“

—  Jimmy Connors tennista e allenatore di tennis statunitense 1952
Source: Citato in Piero Pardini, Citazioni a bordo campo http://www.ubitennis.com/2008/09/07/116570-citazioni_bordo_campo_agosto.shtml, Ubitennis.com, agosto 2008.

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„Ogni sentimento è la conseguenza di uno stato patologico che lo determina.“

—  Carlo Maria Franzero scrittore e giornalista italiano 1892 - 1986
Il fanciullo meraviglioso, p. 340

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„In cuor mio tutti sanno cosa penso di Calciopoli, e cioè che è stato un procedimento ridicolo. I legali mi hanno detto che non sono riusciti nemmeno a leggere tutte le carte.“

—  Andrea Agnelli imprenditore e dirigente sportivo italiano 1975
Source: Citato in Agnelli, bordate su Calciopoli: «Un procedimento ridicolo» http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Juventus/15-12-2010/agnelli-bordate-calciopoli-712162802540.shtml, La Gazzetta dello Sport, 15 dicembre 2010.

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