“Elis, se il merlo chiama da nere foreste, | allora è il tuo tramonto. | Bevono le tue labbra il fresco di azzurre sorgenti. || Lascia, se la tua fronte piano sanguina, | le remote leggende | e il presagio oscuro del volo. || Tu che vai con passi taciti nella notte | carica di grappoli purpurei | levi più belle nell'azzurro le braccia. || Batte un cespo di rovi | dove i tuoi occhi guardano, lunari. | Elis da quanto tempo tu sei morto. || Il tuo corpo è un giacinto | in cui fruga con ceree dita un monaco. | Il silenzio è una nera grotta; sbuca || di tanto in tanto timida una fiera, | abbassa lenta le palpebre gravi. | Nera rugiada cola alle tue tempie, || ultimo oro di stelle cadute.”
Al ragazzo Elis, p. 111
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poeta austriaco 1887–1914Citazioni simili
Pierre de Bourdeille (1540–1614) storico e biografo francese
Origine: Da Vies des dames galantes; citato in Prosper Mérimée, Carmen, traduzione di Franco Montesanti, Garzanti Editore, 1984