“Nel respiro greve del sonno | il petto del vegliardo | si espande con fatica | e l'Impalpabile | avvicinatosi | a quel corpo dormente | osserva con ironica dolcezza | sorridendo appena. | S'inginocchia | per lambirne il piede | con le labbra. | Riapparso al centro | della marmorea foresta | senza sfiorare il suolo | in tanta solennità | fra corpi e ombre | si ferma ancora | e al cielo illuminato | prima di scomparire | rivela | la faccia divenuta argentea | lasciando un vuoto nell'aria. | Eterna rissa | degli uomini sulla terra | e nel cielo | eterna impassibilità della luna.”
da Notturno in Piazza San Pietro
Versi, Cuor mio
Argomenti
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scrittore e poeta italiano 1885–1974Citazioni simili
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