Quinto Orazio Flacco: Frasi popolari

Frasi popolari di Quinto Orazio Flacco · Leggi le ultime citazioni e frasi celebri nella raccolta
Quinto Orazio Flacco: 212 citazioni48 Mi piace

“Questo era uno dei nostri voti.”

Quinto Orazio Flacco

II, 6, 1

“Garbato, naso fino, duro però nel mettere assieme i suoi versi. Il suo difetto? Eccolo: in un'ora, come fosse gran cosa, dettava sovente duecento versi, e reggendosi su un piede soltanto. Siccome scorreva fangoso, c'erano cose che avresti voluto levare; era ciarliero e insofferente della fatica di scrivere, di scrivere bene. ”
Facetus, emunctae naris, durus conponere versus. nam fuit hoc vitiosus: in hora saepe ducentos, ut magnum, versus dictabat stans pede in uno; cum flueret lutulentus, erat quod tollere velles; garrulus atque piger scribendi ferre laborem, scribendi recte.

Quinto Orazio Flacco

da III, 4, 7-13 - Mario Labate

“«Ha fatto però una cosa non da poco: ha mescolato parole greche alle parole latine». O ritardatari delle belle lettere, ritenete davvero difficile e meravigliosa una cosa che riesce perfino a Pitoleone da Rodi”
«At magnum fecit, quod verbis graeca latinis miscuit». O seri studiorum, quine putetis difficile et mirum, Rhodio quod Pitholeonti contigit?

Quinto Orazio Flacco

da I, 10, 20-23 - Mario Labate

“Sia pure, io dico, che Lucilio fosse garbato ed urbano, sia pure ch'egli fosse più limato di quanto non sia in genere l'iniziatore di una poesia nuova[3] e intentata dai Greci e più anche di tutto il gruppo dei poeti più antichi; ma anche lui, se il destino l'avesse fatto scivolar giù fino ai nostri giorni, eliminerebbe molte cose dai suoi versi e tutto il superfluo, che si trascina al di là dell'espressione compiuta, lo taglierebbe via e, nel comporre il verso, si gratterebbe spesso la testa e si roderebbe le unghie fino alla carne viva.”
Fuerit Lucilius, inquam, comis et urbanus, fuerit limatior idem quam rudis et Graecis intacti carminis auctor quamque poetarum seniorum turba; sed ille, si foret hoc nostrum fato delapsus in aevum, detereret sibi multa, recideret omne quod ultra perfectum traheretur, et in versu faciendo saepe caput scaberet vivos et roderet unguis.

Quinto Orazio Flacco

da I, 10, 64-71 - Mario Labate

“Lo mi diletto di chiudere le parole nel verso, alla maniera di Lucilio, migliore di me e di te. Come a fedeli compagni, ai libri egli soleva affidare i suoi segreti, né altrove ricorreva se le cose gli andavano male, né se gli andavano bene: perciò avviene che tutta la vita di questo vecchio ci sta davanti agli occhi, come fosse dipinta su un quadretto votivo.”
Me pedibus delectat claudere verba Lucili ritu, nostrum melioris utroque. Ille velut fidis arcana sodalibus olim credebat libris neque, si male cesserat, usquam decurrens alio neque, si bene; quo fit ut omnis votiva pateat veluti descripta tabella vita senis.

Quinto Orazio Flacco

da II, 1, 18-24 -Mario Labate

“Giurare sulle parole del maestro.”

Quinto Orazio Flacco

I, 1, 14

“Cominciare è già metà dell'opera.”

Quinto Orazio Flacco

I, 2, 40

“Il contadino aspetta che il fiume passi.”

Quinto Orazio Flacco

I, 2, 42

“Non meravigliarsi di nulla.”

Quinto Orazio Flacco

I, 6, 1

“Non viviamo là in questo modo in cui tu pensi.”

Quinto Orazio Flacco libro Epistole

I, 9, 47
Non isto vivimus illic, | quo tu rere, modo.
Epistole

“Se l'incanto della quiete e il dormire in pace sino al mattino
ti piacciono, e se la polvere, lo strepito dei carri
e l'osteria ti infastidiscono, ti consiglio di andare a Ferentino.”

Quinto Orazio Flacco libro Epistole

I, 17, 7-8
Si te grata quies et primam somnus in horam | delectat, si te puluis strepitusque rotarum, | si laedit caupona, Ferentinum ire iubebo.
Epistole

“Piacere ai prìncipi non è per gli uomini piccola lode.”

Quinto Orazio Flacco libro Epistole

I, 17, 35
Epistole

“Non a tutti è dato di andare a Corinto.”

Quinto Orazio Flacco

I, 17, 36