“Voi errate, signor Simplicio; voi dovevi dire che ciaschedun sa ch'ella si chiama gravità. Ma io, non vi domando del nome, ma dell'essenza della cosa: della quale essenza voi non sapete punto piú di quello che voi sappiate dell'essenza del movente le stelle in giro, eccetuatone il nome, che a questa è stato posto e fatto familiare e domestico per la frequente esperienza che mille volte il giorno ne veggiamo; ma non è che realmente noi intendiamo piú, che principio o che virtú sia quella che muove la pietra in giú, di quel che noi sappiamo chi la muova in su, separata dal proiciente, o chi muova la Luna in giro, eccettoché (come ho detto) il nome, che piú singulare e proprio gli abbiamo assegnato di gravità, doveché a quello con termine piú generico assegnano virtú impressa, a quello diamo intelligenza, o assistente, o informante, ed a infiniti altri moti diamo loro per cagione la natura.”
giornata prima, p. 58; citato in Koyré 1979, p. 248-9
Dialogo sopra i due massimi sistemi
Argomenti
assistente, citata, cosa, detto, domanda, domestico, esperienza, essenza, familiare, fatto, giornata, giorno, giro, infinito, intelligenza, luna, mille, movente, natura, nome, pietra, posto, principe, principio, punto, signora, signore, signoria, stato, stella, termine, gravità, dire, proprio, volteGalileo Galilei39
scienziato italiano 1564–1642Citazioni simili
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