“Guglielmo Schlegel notava in lui, al luogo della poesia, «epigrammi tragici» ed «arie di bravura», pompa e non grandezza; lo sentiva gelido nelle scene d'amore – un amore che di solito non era amore, ma un ben calcolato aimer par politique, secondo la parola dell'eroe Sertorio, – e lo vedeva assai rigirato e machiavellico, e per ciò stesso ingenuo e puerile, nel concepire le cose della politica; e la più parte delle tragedie definiva nient'altro che trattati sulla ragion di stato in forma di dibattiti, con mosse non da poeta ma da giocatore di scacchi.”
Origine: Ariosto, Shakespeare e Corneille, Corneille, p. 196
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Origine: C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo, p. 106
“L'amore stesso non è che la più alta forma di vanità.”
Jerome Klapka Jerome libro I pensieri oziosi di un ozioso
La vanità, p. 36
I pensieri oziosi di un ozioso
“L'inizio dell'amore è spesso simultaneo. Non così la fine: da ciò nascono le tragedie.”
Alessandro Morandotti (1909–1979) antiquario italiano
Maurizio Maggiani (1951) giornalista e scrittore italiano
cap. 8
Il romanzo della nazione