“Gli organi della vista, dell'udito, del gusto e dell'olfatto risiedono in modo sottile nella terra e negli altri elementi che appartengono a livelli di realtà inferiori, e il più elevato non va al di là dello stadio dell'illusione (māyātattva), mentre il tatto risiede al livello superiore dell'energia, in quanto sensazione sottile ineffabile a cui lo yogin aspira senza sosta; questo contatto sfocia infatti in una coscienza identica al puro firmamento, che brilla di luce propria.”
29-33
Tantrāloka, Capitolo XI
Origine: Citato in Lilian Silburn 1997, p. 192.
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“Gli ebrei hanno sei sensi. Tatto, gusto, vista, odorato, udito… memoria.”
Jonathan Safran Foer (1977) scrittore statunitense
Sesto Empirico (160–210) filosofo greco antico
da Contro i matematici, VII, 138; citato in Daniele Vignali, I sofisti. Retori, filosofi ed educatori, Armando Editore, 2006, p. 238 http://books.google.it/books?id=-ZJuxxnTo5gC&pg=PA238#v=onepage&q=%22Vi%20sono%20due%20forme%22
Kṣemarāja (975–1025) filosofo indiano
comm. a II.8; 1999
Śivasūtravimarśinī
Frase tratta dal libro “Il lato oscuro della Luna” di Stefano Nasetti (Ed. 2015) ISBN: 9786051765679 e ISBN cartaceo: 9791220258418