„Ignoto che passi, tu ignori con qual desiderio ti seguo degli occhi, | devi esser colui che cercavo, o colei che cercavo, (lo sento siccome in un sogno,) | in qualche luogo di certo ho trascorso con te una vita di gioia, | tutto ricordo, l'istante che ci incrociamo, mutevoli, amanti, casti, maturi, | tu sei cresciuto con me, sei stato fanciullo, fanciulla con me, | io ho mangiato con te, ho dormito con te, il tuo corpo non è più soltanto tuo, ha lasciato il mio corpo non più solo mio, | tu m'offri il piacere, passando degli occhi, del volto, della tua carne, e in cambio derivi piacere dalla mia barba, dal petto, e dalle mani, | io non ti devo più parlare, devo pensarti allorquando son solo, o solitario mi sveglio di notte, | e devo attendere, perché non dubito che torneremo ad incontrarci, | e allora dovrò cercare di non perderti più.“

—  Walt Whitman, libro Calamus

A un ignoto, p. 155
Foglie d'erba, Calamus

Ultimo aggiornamento 22 Maggio 2020. Storia
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Walt Whitman268
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 - 1892
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„Un fanciullo amava molto il pollo e aveva gran paura dei lupi. Una sera, mentre dormiva sul suo letto, fece un sogno: egli era solo nella foresta e cercava funghi. A un tratto, un lupo balzò da una macchia e si gettò su di lui. Spaventato, il fanciullo si mise a gridare: «Aiuto! Aiuto! Mi vuol mangiare!».Il lupo gli disse: «Aspetta a gridare: io non ti mangerò, voglio soltanto discutere con te».
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Disse: «Tu hai paura che io ti mangi. Ma tu? Non ti piacciono forse i polli?».
«Sì!».
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«No», rispose il fanciullo.
«No, davvero? Ebbene, guarda meglio! Del resto, per ora, sono io che ti mangerò. A modo tuo, tu non sei altro che un piccolo pollo: è deciso, ti mangerò».
Il lupo si gettò sul fanciullo che gridò spaventato: «Ahi! Ahi! Ahi!».
E si svegliò.
Da quel giorno, egli smise di mangiar carne: fosse di bue, di montone o di pollo.“

—  Lev Nikolajevič Tolstoj scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta ed attivista sociale russo 1828 - 1910

Origine: Favola registrata da Tolstoj il 19 luglio 1908 con un fonografo inviatogli in dono da Thomas Edison nello stesso anno, e pubblicata nel 1909 sulla rivista Il faro. Traduzione di Gianfranco Giorgi; citato in Perché sono vegetariano, pp. 16-17.

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