“Sfoglia i giornali che l'amico gli ha portato, gli parla dello schema di una lettera ai giovani che vorrebbe scrivere in fretta, anche se i medici dicono che non dovrebbe nemmeno scrivere. Al punto uno avrebbe messo: la dignità del lavoro. Avrebbe chiarito il giudizio sull'Italia e sul fascismo, si sarebbe detto nemico dell'esilio – anche di questo, del proprio. Avrebbe accusato chi accetta i compromessi, chi resta a guardare. Il Risorgimento non è ancora finito, amico mio, anzi, forse deve ancora cominciare: bisogna che lo spirito della rivoluzione invada le università, le incendi.”
— Paolo Di Paolo, libro Mandami tanta vita
Origine: Mandami tanta vita, p. 131
Argomenti
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