“Gradualmente mi allontanavo dal comunismo. Feci un passo indietro anche rispetto alle avanguardie. I miei primi due romanzi pubblicati erano sperimentali, ma quando mi misi a scrivere Un giovane americano mi resi conto che la vita mi aveva offerto un tema nuovo di zecca e che il mio compito era quello di presentarlo nella luce più chiara e mono tremolante possibile. Uno scrittore etero, conddanato a mostrare nient'altro che matrimonio, divorzio, nascita di figli, forse ha bisogno di un nuovo approccio formale o di un uso esotico del linguaggio. Ma uno scrittore gay, libero di registrare per la prima volta esperienze vivide e mai mappate in precedenza, non ha bisogno di espedienti retorici. La scrittura gay negli anni settanta regalò al romanzo autobiografico uno spessore mai avuto prima, una profondità di cui hanno beneficiato in seguito anche gli scrittori etero.”
Origine: Ragazzo di città, p. 298
Argomenti
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scrittore, critico letterario e saggista statunitense 1940Citazioni simili
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