“Durò più di un ora il colloquio. Sua Maestà rispondeva a fatica, con interminabili pause, ansimando. Spesso, poi, non capiva ciò che gli chiedevo evitando allusioni dirette. Forse perché non sapeva il francese come affermava, forse perché la sua vecchia mente non seguiva i concetti. E mi toccava ripetere, sopportar la sua stizza che a tratti diventava offensiva: «Ètudiez! Ètudiez!». Cosa dovevo studiare? La buona creanza o l'ipocrisia o le mille cose che i re non sanno? All'ultima domanda, infine, si spaventò. Era una domanda sulla morte. E Sua Maestà non amava la parola morte. Aveva troppa paura di morire, lui che mandava gli altri a morire con tanta facilità.”
Intervista con la storia
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Variante: Se avessimo meno da dire a quelli che amiamo, forse lo diremmo più spesso, ma arriva il tentativo, poi l'inondazione, poi è tutto finito, come si dice dei morti. (a Louise e Frances Norcross, 14 gennaio 1885, 962
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