“Aveva una voce profonda e morbida. (Io non posso soffrire le voci femminili acute e stridule). Il suo parlare mi ricordava una sorta di smorzato tubare, contenuto, casto e nondimeno torrido, un mormorare di fonti sotterranee, il lontano rullare di treni lontani, che talvolta si sente nelle notti insonni, e la più banale delle sue parole acquistava per me, grazie a questa profondità del timbro col quale veniva pronunciata, la pienezza, il vigore espressivo di un remoto linguaggio primitivo, non esattamente comprensibile ma certo chiaramente intuibile, scomparso, forse una volta vagamente inteso in sogno.”

cap. V, p. 21
La Cripta dei Cappuccini

Estratto da Wikiquote. Ultimo aggiornamento 22 Maggio 2020. Storia

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