“Ed oggi, dopo aver varcato tanti paesi, tanti secoli, tante vicende; dopo aver provato glorie purissime e formidabili sciagure, tu scorri sempre, o lingua armena, tu scorri sempre limpida e vivace. La correntia secolare non ti ha stancata, non ti ha invecchiata. Ascondesi in te stessa il segreto della tua giovinezza eterna. Ora tu unisci la sontuosità dell'aurea tunica onde ridevano i tuoi fausti classici giorni, alla delicata grazia del variopinto periodo dei trovieri: a volte, tu hai l'inaccessibile dolcezza dello sguardo gravemente tenero delle madri nostre; a volte, il vivo fulgore dell'anima bronzea dei nostri eroi; a volte, tu rifletti lo spaventoso rosseggiar della gemma delle nostre sciagure e a volte il fulgido radiar soave delle nostre nobili speranze. E con tutte le bocche delle tue acque tu canti la Libertà con sì profondo accento, intenso e soave, che tutto l'Oriente n'è commosso, e fin nell'ombra che lo insepolcra, noi, noi vediamo già spuntare i primi raggi d'una grande Alba…”
dall'ode Lingua Armena
Origine: Citato nell'introduzione di Domenico Ciampoli a Canti popolari armeni, raccolti da Arsciag Ciobanian, traduzione di Domenico Ciampoli, Carabba Editore, Lanciano, 1921, pp. XV-XVI.
Argomenti
accento, armeno, boccia, classico, commosso, corrente, dolcezza, due-giorni, eterno, fai-da-te, fulgore, gemma, giorno, giovinezza, gloria, grande, grazia, liberto, lingua, nobile, ode, oggi, ombra, oriente, periodo, profondo, sciagura, secolo, sguardo, soave, stesso, tenero, tre-giorni, tunica, variopinta, vicenda, segreto, speranza, dopo, ora, anima, volte, alba, vivoArsciak Ciobanian1
giornalista, critico letterario e drammaturgo armeno 1872–1954Citazioni simili
Pietro Nigro (1939) poeta italiano
da Lentamente si spegne la tua vita, vv. 21-27
L' attimo e l' infinito
Vincenzo Cuoco (1770–1823) scrittore, giurista e politico italiano
dalla Prefazione alla seconda edizione, p. XV, 1820
Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799
Arthur Wellesley Wellington (1769–1852) generale e politico britannico
da una lettera a Lady Shelley dopo Waterloo; citato in Herbert Fisher, Napoleone
Citazioni di Arthur Wellesley