Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 7, parte 4, pp. 1042-1043
Storia dell'arte italiana, La pittura del Quattrocento
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 7, parte 4, pp. 1042-1043
Storia dell'arte italiana, La pittura del Quattrocento
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 5, pp. 141-143
Storia dell'arte italiana, La pittura del Trecento e le sue origini
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 5, pp. 201-206
Storia dell'arte italiana, La pittura del Trecento e le sue origini
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 9, parte 4, p. 312
Storia dell'arte italiana, La pittura del Cinquecento
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 7, parte 1, p. 250
Storia dell'arte italiana, La pittura del Quattrocento
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 9, parte 3, p. 954
Storia dell'arte italiana, La pittura del Cinquecento
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 7, parte 1, p. 338
Storia dell'arte italiana, La pittura del Quattrocento
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 7, parte 4, p. 612
Storia dell'arte italiana, La pittura del Quattrocento
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 7, parte 1, p. 366
Storia dell'arte italiana, La pittura del Quattrocento
Origine: Filippo Lippi fu frate carmelitano fino al 1461, quando papa Pio II lo dispensò dai voti.
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 4, p. 80
Storia dell'arte italiana, La scultura del Trecento e le sue origini
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 7, parte 1, p. 348
Storia dell'arte italiana, La pittura del Quattrocento
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 9, parte 3, pp. 815-818
Storia dell'arte italiana, La pittura del Cinquecento
Origine: Verso Maria, rappresentata nella parte superiore del dipinto lAssunzione della Vergine.
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 9, parte 5, pp. 711-712
Storia dell'arte italiana, La pittura del Cinquecento
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 5, pp. 709-710
Storia dell'arte italiana, La pittura del Trecento e le sue origini
Variante: Prima che l'umanesimo richiamasse in onore le divinità pagane rimaste per tutto il medioevo nell'immaginazione popolare, rideste ai primi tepori della civiltà nuova, Ambrogio Lorenzetti rende loro lo scettro sugli uomini.
L'Estate ha il tipo pieno, rubicondo, proprio di Ambrogio, il quale qui fu meno scarso del solito nel segnare i tre quarti del volto della figura, e rapido nel tratto, sciolto, freschissimo. L'Autunno pare un'incisione a due tinte per le bianche lumeggiature sulle carni abbronzate, ora a tratti veloci e ora a masse sulle parti prominenti e più esposte alla luce. C'è modernità in quegli schizzi a colpi, saldezza d'arte progredita, libertà di maestro. Ambrogio Lorenzetti è più nuovo che non nelle opere finite in quegli abbozzi decorativi dove si lascia sorprendere senza la dottorale zimarra che sembra indossare di solito. (vol. 5, pp. 709-710)
Adolfo Venturi (storico dell'arte)
vol. 7, parte 1, p. 494
Storia dell'arte italiana, La pittura del Quattrocento