Frasi di Origene di Alessandria

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Origene di Alessandria

Data di nascita: 185
Data di morte: 254

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Origene, in greco Ὠριγένης , detto Adamanzio , è stato un teologo e filosofo greco antico, noto anche come Origene di Alessandria.

È considerato uno tra i principali scrittori e teologi cristiani dei primi tre secoli. Di famiglia greca, fu direttore della «scuola catechetica» di Alessandria . Interpretò la transizione dalla filosofia pagana al cristianesimo e fu l'ideatore del primo grande sistema di filosofia cristiana.

Origene non dev'essere confuso con l'omonimo filosofo pagano.

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Frasi Origene di Alessandria

„Se la volontà di Dio sarà fatta sulla terra come lo è nel cielo, allora la terra non sarà più terra… allora tutti saremo cielo.“

—  Origene di Alessandria
Source: Citato in Ermes Ronchi, Il canto del pane, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2006, p. 72. ISBN 88-215-4709-4

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„[…] credo che i sacrifici animali siano stati inventati dall'uomo come pretesto per mangiare carne.“

—  Origene di Alessandria
Source: Da Stromata, "Sui sacrifici", libro VII; citato in Steven Rosen, Il vegetarismo e le religioni del mondo, traduzione di Giulia Amici, Gruppo Futura – Jackson Libri, 1995, p. 26. ISBN 88-256-0826-8

„Se abbiamo capito qual è l'ebbrezza dei santi, e come è promessa a loro per la loro gioia, vediamo ora come il nostro Salvatore non beve più vino fino a che non berrà con i santi vino nuovo nel regno di Dio.
Anche ora il mio Salvatore s'affligge per i miei peccati. Il mio Salvatore non può provare gioia perché io rimango nell'iniquità. Perché non lo può? Perché egli stesso è ""avvocato per i nostri peccati presso il Padre"", come dichiara Giovanni, suo intimo, dicendo che ""se qualcuno ha peccato, abbiamo, come avvocato presso il Padre, Gesù Cristo, che è senza peccato"". Come dunque potrebbe bere il vino della letizia, colui che è avvocato per i miei peccati, quando io lo rattristo peccando? Come potrebbe essere nella gioia, egli che s'avvicina all'altare in propiziazione per me peccatore, egli, al cuore del quale arriva continuamente la tristezza dei miei errori? ""Io, dice, berrò di questo vino con voi nel regno del Padre mio"". Finché noi non agiamo in maniera da salire al regno, egli non può bere da solo questo vino, egli, che ha promesso di berlo con noi. Rimane dunque nella tristezza per tutto il tempo che noi persistiamo nel traviamento. Se infatti il suo apostolo ""piange su alcuni che hanno peccato e non hanno fatto penitenza dei loro delitti"", che dire di Lui stesso, che è chiamato il figlio dell'Amore, che s'è annichilato a causa dell'amore che aveva per noi, che non ha cercato il suo vantaggio quando era uguale a Dio, ma ha cercato il nostro bene, e per questo s'è come vuotato di se stesso? Così adunque avendo cercato il nostro bene, ora non ci cercherebbe più, non pensando più ai nostri interessi, non soffrirebbe più dei nostri traviamenti? Non piangerebbe più sulla nostra perdita, egli che ha pianto su Gerusalemme e ha detto: ""Quante volte ho voluto riunire i tuoi figli come la chioccia raduna i suoi pulcini, e tu non l'hai voluto?"".
Colui che ha preso le nostre ferite e ha sofferto a causa nostra come medico delle nostre anime e dei nostri corpi, ora trascurerebbe la corruzione delle nostre piaghe? […] Dunque, per noi tutti egli sta ora davanti a Dio intercedendo per noi; sta sull'altare offrendo a Dio una propiziazione in nostro favore. […] Attende dunque che noi ci convertiamo, che imitiamo il suo esempio, che seguiamo le sue tracce, per godere allora con noi e ""bere con noi il vino nel regno del Padre"".“

—  Origene di Alessandria
da Omelie sul Levitico

„Il vero Ecclesiaste è Cristo
il quale, essendo in forma di Dio,
ha svuotato se stesso,
assumendo la forma di servo.“

—  Origene di Alessandria
Source: Da Commentario al Cantico dei cantici, prologo; citato in Gianfranco Ravasi, Qohelet e le sette malattie dell'esistenza, Edizioni Qiqajon, Magnano, 2005, p. 7. ISBN 88-8227-172-2

„Noi non neghiamo il valore della profezia di Mosè, ma ci basiamo anche su di essa per mostrare le vicende di Gesù.“

—  Origene di Alessandria
Source: Da Contro Celso, I, 45; citato in Claudio Moreschini, Letteratura cristiana delle origini. Greca e latina, p. 19.

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„Se dunque uno vuole salvarsi, venga in questa casa della prostituta di un tempo. Anche se qualcuno appartenente a quell'antico popolo vuole salvarsi, venga in questa casa, nella quale c'è il sangue di Cristo, in segno di redenzione. […] fuori di questa casa, cioè fuori della Chiesa, nessuno si salva.“

—  Origene di Alessandria
Source: Da Omelie su Giosuè, traduzione di Rosario Scognamiglio, volume 108 di Collana di testi patristici, Città Nuova, 1993, omelia 3, paragrafo 5, p. 80 https://books.google.it/books?id=T9U9OP0wicQC&pg=PA80. ISBN 8831131087 Source: Una frase molto simile a quella riportata alla fine («[...] fuori di questa casa, cioè fuori della Chiesa, nessuno si salva.») appartiene a Tascio Cecilio Cipriano: «Fuori dalla Chiesa non c'è salvezza» («Salus extra Ecclesiam non est», spesso erroneamente riportata come «Extra Ecclesiam nulla salus»). Questa frase viene inoltre citata nel film 8½ (1963). Si quis ergo salvari vult, veniat in hanc domum huius quae quondam meretrix fuit. Etiamsi de illo populo vult aliquis salvari, ad hanc domum veniat ut salutem consequi possit. Ad hanc veniat domum, in qua Christi sanguis in signo redemptionis est. [...] extra hanc domum, id est extra ecclesiam nemo salvatur

„The reason why all those we have mentioned hold false opinions and make impious or ignorant assertions about God appears to be nothing else but this, that scripture“

—  Origen
Context: The reason why all those we have mentioned hold false opinions and make impious or ignorant assertions about God appears to be nothing else but this, that scripture is not understood in its spiritual sense, but is interpreted according to the bare letter. “How divine scripture should be interpreted,” On First Principles, book 4, chapter 2, § 2, Readings in World Christian History (2013), p. 69

„We think, indeed, that the goodness of God, through His Christ, may recall all His creatures to one end, even His enemies being conquered and subdued.“

—  Origen
Context: An end or consummation would seem to be an indication of the perfection and completion of things.... These subjects, indeed, are treated by us with great solicitude and caution, in the manner rather of an investigation and discussion, than in that of fixed and certain decision.... We think, indeed, that the goodness of God, through His Christ, may recall all His creatures to one end, even His enemies being conquered and subdued. For thus says holy Scripture, “The LORD said to My Lord, Sit Thou at My right hand, until I make Thine enemies Thy footstool.” (Psalm 110:1) And if the meaning of the prophet’s language here be less clear, we may ascertain it from the Apostle Paul, who speaks more openly, thus: “For Christ must reign until He has put all enemies under His feet.” (1 Cor 15:25) But if even that unreserved declaration of the apostle do not sufficiently inform us what is meant by “enemies being placed under His feet,” listen to what he says in the following words, “For all things must be put under Him.” (1 Cor 15:27) What, then, is this “putting under” by which all things must be made subject to Christ? I am of opinion that it is this very subjection by which we also wish to be subject to Him, by which the apostles also were subject, and all the saints who have been followers of Christ. For the name “subjection,” by which we are subject to Christ, indicates that the salvation which proceeds from Him belongs to His subjects, agreeably to the declaration of David, “Shall not my soul be subject unto God? From Him cometh my salvation.” (Psalm 62:1) On First Principles, Bk. 1, ch. 6; par. 1

„There was no need that there should everywhere exist many bodies, and many spirits like Jesus, in order that the whole world of men might be enlightened by the Word of God.“

—  Origen
Context: There was no need that there should everywhere exist many bodies, and many spirits like Jesus, in order that the whole world of men might be enlightened by the Word of God. For the one Word was enough, having arisen as the "Sun of righteousness (Malachi chpt. 3)," to send forth from Judea His coming rays into the soul of all who were willing to receive Him. But if any one desires to see many bodies filled with a divine Spirit, similar to the one Christ, ministering to the salvation of men everywhere, let him take note of those who teach the gospel of Jesus in all lands in soundness of doctrine and uprightness of life, and who are themselves termed "christs" by the Holy Scriptures, in the passage, "Touch not mine anointed, and do not my prophets any harm." For as we have heard that Antichrist cometh, and yet have learned that there are many antichrists in the world, in the same way, knowing that Christ has come, we see that, owing to Him, there are many christs in the world, who, like Him, have loved righteousness and hated iniquity, and therefore God, the God of Christ, anointed them also with the "oil of gladness." But inasmuch as He loved righteousness and hated iniquity above those who were His partners, He also obtained the first-fruits of His anointing, and, if we must so term it, the entire unction of the oil of gladness; while they who were His partners shared also in His unction, in proportion to their individual capacity. Against Celsus, Bk. 6, ch. 79; vol. 2, p. 422.

„God is incomprehensible, and incapable of being measured.“

—  Origen
Context: Having refuted, then, as well as we could, every notion which might suggest that we were to think of God as in any degree corporeal, we go on to say that, according to strict truth, God is incomprehensible, and incapable of being measured. For whatever be the knowledge which we are able to obtain of God, either by perception or reflection, we must of necessity believe that He is by many degrees far better than what we perceive Him to be. On First Principles, Bk. 1, ch. 1; par. 5

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