“La religione era una bugia che aveva riconosciuto presto nella vita, e trovava offensive tutte le religioni, considerava insensato e puerile il loro superstizioso bla-bla e non poteva soffrire l’assoluto infantilismo di tutto ciò: i discorsi da bambini e la rettitudine e le pecore, gli avidi credenti. Niente abracadabra su Dio e sulla morte, né obsolete fantasie sul paradiso, per lui. Esisteva solo il nostro corpo, venuto al mondo per vivere e morire alle condizioni decise dai corpi vissuti e morti prima di noi. Se si fosse potuto dire che aveva individuato una nicchia filosofica in cui collocarsi, eccola: l’aveva trovata presto e intuitivamente, e per quanto elementare, era tutta lí. Se avesse mai scritto un’autobiografia, l’avrebbe intitolata Vita e morte di un corpo maschile.”
— Philip Roth, libro Everyman
Everyman
Ultimo aggiornamento 14 Dicembre 2020. Storia
Argomenti
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scrittore statunitense 1933–2018Citazioni simili
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