“In un ospizio fuori Mosca, malato, cieco e ormai pazzo, è morto Varlam Tichonovic Shalamov, autore dei "Kolymskie rasskazy", i racconti della Kolimà, il massimo testo tramandato della letteratura concentrazionaria nell'epoca del terrore staliniano. Lassù, già dagli anni '30, si operava la "perekovka", la così detta riforgiatura degli uomini a 50 sotto zero, fra norme di lavoro forzato che imponevano di scavare fino a 800 "pudy" al giorno nella "merzlotà", il ghiaccio fossile delle miniere d'oro, e le interminabili fucilazioni d'ogni notte, fra torce fumanti e fanfare. Là, prima che a Treblinka-Auschwitz, apparve l'uomo demolito dalle violenze fisiche e ideologiche del XX secolo, il "dochodjaga", il corpo senza peso, il relitto umano giunto alla fine (da "dochodit", giungere) moltiplicato su scala di massa già impensabile nelle premonizioni di Dostoevskij o Korolenko.”
Origine: voce su Wikipedia.
Origine: Da Addio a Shalamov, L'Espresso, 7 febbraio 1982, p. 21.
Argomenti
fanfara, ospizio, fucilazione, fossile, relitto, miniera, forzato, ghiaccio, mosca, zero, cieco, scala, testo, terrore, pazzo, giunta, malato, massaia, peso, oro, racconto, letteratura, autore, epoca, violenza, morto, fisico, non-violenza, massimo, secolo, notte, corpo, fine, lavorio, lavoro, giorno, uomini, due-giorni, tre-giorni, uomo, detta, primaAlberto Ronchey24
giornalista italiano 1926–2010Citazioni simili
“È da 30 anni che lavoro e guarda cosa mi viene fuori: una nutria in cassa integrazione!”
Antonio Albanese (1964) attore, comico e cabarettista italiano
riferito al figlio, da Che tempo che fa, 2007
Personaggi, Ivo Perego
Bassi Maestro (1973) rapper, disc jockey e beatmaker italiano
da Vivi e lascia morire
V.E.L.M. (Vivi e lascia morire)
Maurizio Milani (1961) comico, scrittore e attore teatrale italiano
Del perché l'economia africana non è mai decollata