“I lazzari erano dunque l'infima classe dei proletari di Napoli, quella classe che i sociologi moderni contrappone spesso al proletariato industriale, del quale infatti forma l'antitesi e il nemico, col nome di proletariato cencioso (Lumenproletariat). Naturalmente, codesti proletari napoletani, oltre i caratteri comuni dei proletari in generale, e in specie di quelli della grande città, hanno alcuni caratteri speciali, determinati dalle condizioni speciali del nostro paese. Qui il clima è mite, la vita relativamente facile, si può dormire all'aria aperta e nutrirsi di poco, si può essere sobri, e per conseguenza disposti alla spensieratezza: i bisogni morali e intellettuali della plebe non sono troppo grandi, la spingono di rado alla ribellione.”
da Varietà intorno ai lazzari, in Napoli nobilissima, Napoli, XIV, fasc. XI, ottobre-novembre 1905; citato in Napoli città d'autore vol. I, a cura di Daniela De Liso, Ilaria di Leva, Aldo Putignano, Edizioni cento autori, Napoli, 2008
Ultimo aggiornamento 21 Maggio 2020. Storia
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filosofo, storico e politico italiano 1866–1952Citazioni simili
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Origine: Citato in Ralf Dahrendorf, Erasmiani, traduzione di M. Sampaolo, p. 27.
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