“Non è vero" le dissi, ignorando quali sarebbero state le successive parole a uscirmi dalla bocca, ma desiderando che fossero mie, desiderandolo più di quanto avessi mai desiderato che qualcosa esprimesse il centro di me stesso, e che fosse compresa. "Stavo venendo a trovarti." Le dissi: "Sono venuto a casa tua ogni giorno negli ultimi sei giorni. Non so perchè, ma avevo bisogno di rivederti." Lei taceva, mi ero coperto di ridicolo, non c'è niente di male a non capire se stessi e scoppiò a ridere, a ridere più forte di quanto avessi mai sentito ridere qualcuno, e la risata la portò alle lacrime e poi cominciai a ridere io, di vergogna, la più profonda e completa. "Venivo a cercarti" ripetei, come a strusciare il naso nella mia stessa merda, "perchè volevo rivederti" e lei rideva, rideva. "Questo spiega perchè…" mi disse quando le riuscì di parlare. "Il perchè di cosa?" "Spiega perchè in questi sei giorni non eri mai a casa tua." Smettemmo di ridere, io accolsi il mondo dentro di me, lo riordinai e lo rimandai fuori in forma di domanda: "Ti piaccio?”
Extremely Loud and Incredibly Close
Ultimo aggiornamento 02 Luglio 2022. Storia
Argomenti
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