Frasi di Ian Fleming

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Ian Fleming

Data di nascita: 28. Maggio 1908
Data di morte: 12. Agosto 1964

Ian Lancaster Fleming è stato un giornalista, militare e scrittore inglese, celebre per aver creato il personaggio dell'agente segreto James Bond, nome in codice 007, dando vita coi suoi romanzi a un nuova visione della letteratura gialla inglese.

Ian Fleming fu un ufficiale della Royal Navy durante la seconda guerra mondiale, arruolato nel Servizio Informazioni della Marina alle dipendenze dell'ammiraglio Godfrey. Fu poi un giornalista di discreto successo e fama. Nei primi anni della sua carriera come scrittore, ovvero dal 1952, data di pubblicazione del suo primo romanzo, Casino Royale, Fleming non ebbe apprezzamenti da pubblico e critica. Col passare degli anni, e in particolar modo dal 1962, anno di approdo nelle sale cinematografiche del primo film ufficiale di James Bond, Agente 007 - Licenza di uccidere, interpretato da Sean Connery, l'autore inglese fu rivalutato e rappresenta uno dei più significativi scrittori inglesi del Novecento.

Frasi Ian Fleming


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giornalista, militare e scrittore inglese 1908 – 1964




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giornalista, militare e scrittore inglese 1908 – 1964
„Ci fu un attimo di silenzio. E perché mai avrebbe dovuto aspettarsi qualcosa di diverso? Un bacio e il contatto di due corpi spaventati che si aggrappano l’uno all’altro nel momento del pericolo era tutto quel che c’era stato fra loro. Inoltre l’anello di fidanzamento avrebbe dovuto metterlo in guardia; perché aveva creduto che si trattasse solo di un espediente per tener lontano Drax? Perché aveva immaginato che anche lei condividesse i suoi desideri, i suoi progetti? E ora? si chiese Bond. Scosse le spalle per liberarsi dal peso della delusione, dal dolore della sconfitta che è sempre tanto più forte del piacere procurato dal successo. Doveva uscire dalla vita di quei due esseri e portare altrove il suo cuore deluso. Niente rimpianti né inutili sentimentalismi. Doveva sostenere la sua parte, quella dell’uomo forte, dell’uomo che era solo un personaggio. Lei lo guardava piuttosto nervosamente; pareva ansiosa di liberarsi di quell’estraneo che aveva cercato di entrare nel suo cuore. Bond le sorrise con calore. «Sono geloso,» disse; «avevo fatto altri piani per domani sera.» Gala ricambiò il sorriso, lieta che il silenzio fosse stato rotto. «E dove avrebbero dovuto realizzarsi?» chiese. «Pensavo di portarti in Francia, in una locanda di campagna,» disse. «E dopo un’ottima cena, avrei voluto accertarmi se è vero quel che dicono delle rose.» Lei rise. «Mi spiace di non poterti accontentare. Ma ce ne sono tante altre che sarebbero ben liete di essere colte.» «Sì, spero di sì,» disse Bond. «Bene, addio, Gala.» Le tese la mano. «Addio, James.» Le sfiorò le dita per l’ultima volta, e poi si allontanarono, ciascuno verso la propria vita.“






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