VI, 126-129
Facilis descensus Averno:
noctes atque dies patet atri ianua Ditis;
sed revocare gradum superasque evadere ad auras,
hoc opus, hic labor est.
Eneide
“A settembre succedono giorni di cielo sceso in terra. Si abbassa il ponte levatoio del suo castello in aria e giù per una scala azzurra il cielo si appoggia per un poco al suolo. A dieci anni potevo vedere i gradini squadrati, da poterli risalire cogli occhi. Oggi mi contento di averli visti e di credere che ci sono ancora. Settembre è il mese delle nozze tra la superficie terrestre e lo spazio di sopra acceso dalla luce. Sulle terrazze gradinate a viti i pescatori fanno i contadini e raccolgono i grappoli nei cesti fatti dalle donne. Prima ancora di spremerli, il giorno di vendemmia ubriaca gli scalzi tra i filari al sole e lo sciame delle vespe assetate.”
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Erri De Luca
,
libro
I pesci non chiudono gli occhi
I pesci non chiudono gli occhi
Ultimo aggiornamento 22 Maggio 2020.
Storia
Argomenti
aria , due-giorni , terra-terra , gradino , terrazzo , terrestre , terra , oggi , ponte , scala , grappolo , ubriaco , donne , luce , settembre , vendemmia , castello , giorno , spazio , sole , cielo , contadino , suolo , tre-giorni , appoggio , superficie , contento , nozze , mese , sciame , ancora , pescatore , azzurro , prima , poco , filare , gradinataErri De Luca 238
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950Citazioni simili
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(1883–1956)
Origine: Da La terra dei venti, citato in Ants Oras (Letteratura estone), Ernests Blese (Letteratura lettone) e Alfred Senn (Letteratura lituana), Storia delle letterature baltiche, a cura di Giacomo Devoto, Nuova Accademia Editrice, 1963, traduzione per Ants Oras (Letteratura estone) di Olga Rossi, p. 31.