“L'uomo antico è assorbito dalla città e dalla famiglia sottoposto a un destino cieco, senza nome, superiore agli stessi dèi. L'istituto della schiavitù non offende gli spiriti più nobili di quei tempi. I filosofi non prendono in considerazione se non il pensiero impersonale, il cui ordine immobile regola la natura come le idee: la comparsa del singolare è come una incrinatura nella natura e nella coscienza […]. Il cristianesimo in mezzo a queste incertezze porta all'improvviso una nozione decisiva della persona. Non sempre si comprende oggi lo scandalo che essa costituì per il pensiero e per la sensibilità greca.”
da Il personalismo, pp. 14-16, Roma 1966
Origine: Citato in Battista Mondin, Storia della metafisica, Volume 2, introduzione p. 10, PDUL Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1998.
Argomenti
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