Frasi di Arrigo Cajumi

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Arrigo Cajumi

Data di nascita: 22. Ottobre 1899
Data di morte: 7. Ottobre 1955

Arrigo Cajumi è stato un giornalista, scrittore e critico letterario italiano.

Durante il fascismo fu tra gli animatori della rivista La Cultura, su cui scrisse di Marcel Proust, George Sand, André Chevrillon, Aldous Huxley, Maurice Barrès e Ernest Renan. Scrisse anche sulle riviste di Piero Gobetti, Il Baretti e La Rivoluzione liberale. Nel dopoguerra lavorò nel settimanale Il Mondo, dove teneva la rubrica Pot-Pourri, e nel quotidiano La Stampa.

Ha inoltre prefato o curato opere di Francesco Domenico Guerrazzi, Carlo Bini, Enrico Thovez, Niccolò Tommaseo, Ferdinando Neri, Cesare de Lollis, Luigi Ambrosini , Ernesto Ragazzoni, T. E. Lawrence, Anatole France, Pierre Choderlos de Laclos, Charles Augustin Sainte-Beuve, Molière , Paul Bourget, Paul-Louis Courier e Claude Godard d'Aucour .

Le sue lettere a Giovanni Ansaldo 1927-1931 con alcuni inediti sono usciti, a cura di Giuliano Torlontano, sulla rivista Nuova Antologia.


„Un vecchio libro, un buon couchage, una torta o un caffè. Ecco tutti i piaceri della vita: e poi, bisognerà cancellarne, a mano a mano!“ libro Pensieri di un libertino

„Circa gli ebrei sono del parere di Voltaire: devono espiare di avere inventato il cristianesimo.“ libro Pensieri di un libertino


„In fondo, la grande lezione dei nostri tempi, sarà di dimostrare che, in pieno secolo XX, la massa non ha più indipendenza, cervello, autonomia, di quanto ne avesse nell'anno Mille.“ libro Pensieri di un libertino

„Il povero Ambrosini diceva che certe diatribe possono esser risolte solo con l'atto fisico: il peto, il rutto e così via.“ libro Pensieri di un libertino

„La natura umana è misera, e chi la vede a nudo non può che sentirsi misantropo.“ libro Pensieri di un libertino

„L'ipocrisia è il preludio alla castrazione intellettuale.“ libro Pensieri di un libertino

„Bisognerebbe davvero, in questo secolo d'idealisti con il cardo sotto la coda, dar l'esempio di un materialismo di buona lega, di un umanesimo epicureo.“ libro Pensieri di un libertino

„Mi viene il desiderio di fare un libretto sulla psicologia degl'Italiani; qualcosa come il Codice della vita italiana che Giuseppe Prezzolini, pur con qualche paravento moraleggiante, pubblico intorno al 1919, l'ultimo anno in cui in Italia sia stata lecita una certa mancanza d'ipocrisia, e che è da ristampare d'urgenza. [... ] Basta per es. vedere quali strida e clamori levi ancor da noi qualsiasi manifestazione di femminismo o d'irreligiosità: siamo fermi al più nero medioevo, e prima che ci si abitui a lasciar campo alle donne (badate che intorno al Settanta – vedi l'epistolario carducciano – si poteva tranquillamente discutere di rivendicazioni femminili, e altrettanto liberamente fare dell'anticlericalismo) e ai mangiapreti, bisognerà che tramonti la mentalità meridionale che, con lo spirito retrivo del Nord, da parecchi lustri hanno governato, attraverso la burocrazia e i pubblici poteri, il nostro bel paese. Nella realtà delle cose, le donne di questi ultimi decenni, sono state, almeno nel settentrione, moderne e spregiudicate; però, socialmente e politicamente, tenute in rango d'inferiorità, e di macchine da far figli. In altri termini, i costumi si sono abbastanza adeguati a quelli dei popoli più progrediti, le leggi sono rimaste all'età della pietra.“ pp. 322-3


„Il procedimento di cui Luciano si vale nel capitolo sui «Sacrifici» è lo stesso che serve a Voltaire per canzonare la Bibbia: il ricorso al buon senso, contro l'assurdità della favole religiose.“ p. 138

„Durante il fascismo, due autori confortavano principalmente me e qualche altro solitario: Courier e Hugo (col Napoleone il piccolo, La storia di un delitto, I castighi); furon libri che imparammo quasi a memoria, e che Piero Gobetti voleva ristampare. Anche Luigi Einaudi rilegeva assiduamente Paul-Louis, di cui è grande estimatore. Il nostro Presidente, vignaiuolo, ha delle buone ragioni per gustar l'uomo della Chavonnière; giornalista, ha sempre avuto per guida «beaucoup de raison et beaucoup d'humanité», le due doti che Anatole France riconosceva a Paul-Louis. Mi sarà lecito dedicargli questa ristampa?“ p. 12

„Ma per essere efficace, ascoltato, temuto, bisogna che la penna sia acuminata, e Courier, degno continuatore degli enciclopedisti settecenteschi, ebbe il coraggio di battagliare, fino alla prigione inclusa. Questi vecchi liberali, eran gente di fegato, saldi nelle opinioni, punto paurosi dei governi; dicevan la loro a re e preti; una razza che bisogna rinsanguare, dopo tanta molliccia viltà della borghesia del secol nostro. Per ciò, occorre leggerli, diffonderne le opere, tener da conto l'esempio, ch'essi diedero, in tempi non facili.“ p. 11

„Chi comincia a leggere Courier, e noi che l'abbiamo familiare, porge l'orecchio a discorsi di tutti i giorni, ascolta faccenduole che sembran triviali: il permesso di ballare, di andare a caccia, il sindaco prepotente, i gendarmi, i prefetti. Piano piano si sale: i ministri, la «congregazione», i nobili, e infine il re, il papa, la politica internazionale, le grandi potenze. A uno a uno, Courier li tira dentro la rete, tocca le questioni piú gravi: libertà, inviolabilità del domicilio, diritto di associazione e di stampa, giustizia, guerre, alleanze. Il buon dio di Voltaire, la natura, la società, e persino i dogmi, fanno la loro comparsa. Con quell'aria sorniona, di chi dice e non dice, le sue frasi sono frecce, ed entran nella carne. Courier parte dal popolo, è un terreno fermo. E confronta i suoi costumi con quelli delle classi alte, dei beati possidenti, della Corte.“ p. 9


„In fondo, il nostro autore era il prototipo del liberale-anarchico, ossia dell'individualista che proclama: meno il Governo s'impiccia di noi, meglio è.“ p. 7

„Egoista, anarchico, solitario fino alla misantropia, l'ellenista Courier è della stessa generazione di Stendhal, ma senza tinte romantiche. Laclos, che morì generale a Taranto, gli somiglia forse di più.“ p. 7

„Il sofisma che le grandi azioni politiche sono sempre opera di minoranze intelligenti, non regge: può darsi che l'iniziativa appartenga ai pochi, ma viene sempre il momento in cui il consenso dei più è indispensabile. Tutto il genio di Cavour avrebbe girato a vuoto se le Camere non avessero votato i crediti, e l'esercito non avesse marciato. Il superuomo ha un bel sputacchiare il suo paese, accusandolo di tradimento delle sue megalomani imprese, di avergli spezzate le reni. Queste declamazioni possono impressionare gl'ignoranti, ma chi ragiona a mente fredda, le considera come quei bollettini dei generali sconfitti che tentano di gettare sulle truppe il crollo dei loro piani.“ p. 349

„Gli amici sono coloro coi quali parli schietto e osceno, ti vesti come tutti i giorni, e che non ti impongono dei seccatori supplementari“ p. 67

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