Frasi di Carlo Goldoni

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Carlo Goldoni

Data di nascita: 25. Febbraio 1707
Data di morte: 6. Febbraio 1793
Altri nomi: Carlo Osvaldo Goldoni

Carlo Osvaldo Goldoni è stato un drammaturgo, scrittore, librettista e avvocato italiano, cittadino della Repubblica di Venezia.

Goldoni è considerato uno dei padri della commedia moderna e deve parte della sua fama anche alle opere in lingua veneta.


„[... ] la freddezza inalterabile, il crudele piacere della vendetta finiscono per muovere il nostro sdegno; tanto che per avere un marito servo, l'insulso scioglimento ci soddisfa poco o punto.“ Johann Wolfgang von Goethe

„[Sulle bugie] Spiritose invenzioni.“ da Il bugiardo, I, 4


„Io vedo, che in Francia, in Inghilterra, in Italia e per tutto il mondo le donne ne sanno una più del diavolo!“ Atto III, Scena III

„Come l'appetito rende saporite le vivande!“ da Le memorie, a cura di Rosolino Guastalla, La Nuova Italia, 1933; attribuita anche a Paolo Mantegazza

„La sincerità non vi è oro che la paghi.“ p. 57

„La gola è un vizio che non finisce mai, ed è quel vizio che cresce sempre quanto più l'uomo invecchia.“ da La bottega del caffè

„Tutti cercan di fare quello che fanno gli altri. Una volta correva l'acquavite, adesso è in voga il caffè.“ da La bottega del caffè

„La nobiltà non fa per me. La ricchezza la stimo e non la stimo. Tutto il mio piacere consiste nel vedermi servita, desiderata, adorata. Questa è la mia debolezza, e questa è la debolezza di quasi tutte le donne...“ La Locandiera


„[... ] finalmente arrivammo a Udine, che è la capitale del Friuli veneziano. [... ] vi è nel castello di Udine una sala pel parlamento, nella quale gli stati si radunano, singolar privilegio che non esiste in nessun'altra provincia d'Italia... La città è bellissima, le chiese assai riccamente decorate... Vi è il pubblico passaggio nel mezzo della città, gradevoli sobborghi e dintorni deliziosi.“ dalle Memorie, cap. XV, 1787

„Il marchese: (Maledetto Conte! Con questi suoi denari mi ammazza.)
Mirandolina: In verità il signor Conte s'incomoda troppo.
Il marchese: Costoro hanno quattro soldi, e gli spendono per vanità, per albagia. Io gli conosco, so il viver del mondo.
Mirandolina: Eh il viver del mondo lo so ancor io.
Il marchese: Pensano, che le donne della vostra sorta si vincono con i regali.
Mirandolina: I regali non fanno male allo stomaco.“
p. 19

„Piacere è andar in compagnia,
ora ad una locanda ora ad un'osteria,
far preparar talvolta la cena ad un casino,
far che serva da cuoco l'oste del Pellegrino,
e ridere, burlare e bere una bottiglia...“

„Io non sapea quasi cosa mi fare nel terzo (atto), venutomi in mente che sogliono codeste lusinghiere donne, quando vedono nei loro lacci gli amanti, aspramente trattarli, ho voluto dare un esempio di questa barbara crudeltà, di questo ingiurioso disprezzo con cui si burlano dei miserabili, che hanno vinti per mettere in orrore la schiavitù, che si procurano gli sciagurati e rendere odioso il carattere delle incantatrici sirene. La scena dello stirare, allora quando la Locandiera si burla del cavaliere, che languisce, non muove gli animi a sdegno contro colei che, dopo averlo innamorato, l'insulta? Oh bello specchio agli occhi della gioventù! Dio volesse, che io medesimo cotale specchio avessi avuto per tempo, che non avrei veduto ridere del mio pianto qualche barbara locandiera.“ citato in Gerolamo Bottoni, prefazione a La locandiera


„Dal pensiero all'azione non v'è in Mirandolina, soluzione di continuità. Pensare vuol dire fare; e sarà timida e vergognosa, suadente e rispettosa, franca ed ingenua, disinvolta e spiritosa; e poi e poi... il resto verrà.“ Gerolamo Bottoni

„Oh bella! Ghe n'è tanti che cerca un padron, e mi ghe n'ho trovà do. Come diavol oia da far? Tutti do no li posso servir. No? E perché no?“ da Il servitore di due Padroni

„Il mondo è un bel libro, ma poco serve a chi non lo sa leggere.“ da La Pamela

„Era di notte e non ci si vedea, | Perché Marfisa avea spento il lume. | Un rospo colla spada e la livrea | Faceva un minuetto in mezzo al fiume. | L'altro giorno è da me venuto Enea, | E m'ha portato un orinal di piume. | Cleopatra ha scorticato Marcantonio; | Le femmine son peggio del demonio.“ da Il poeta fanatico, III, 7

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