“Pensare di capire la Trinità attraverso le formule è come tentare di capire una parola analizzando il supporto, la carta su cui è scritta. Dio non è una definizione, ma un'esperienza. La Trinità non è un concetto da capire, ma una manifestazione da accogliere. In uno dei capolavori di Kieslowski sui Dieci Comandamenti, Decalogo I, il bambino protagonista sta giocando al computer. Improvvisamente si ferma e chiede alla zia: «Com'è Dio?». La zia lo guarda in silenzio, gli si avvicina, lo abbraccia, gli bacia i capelli e, tenendolo stretto a sé, sussurra: «Come ti senti, ora?». Pavel non vuole sciogliersi dall'abbraccio, alza gli occhi e risponde: «Bene, mi sento bene». E la zia: «Ecco, Pavel, Dio è così». Dio come un abbraccio: è il senso della Trinità. Dio non è in se stesso solitudine, ma comunione. L'oceano della sua essenza vibra in un infinito movimento d'amore. Se il nostro Dio non fosse Trinità, vale a dire incontro, relazione, comunione e dono reciproco, sarebbe un Dio da delusione, assente e distratto. Ma Dio è estasi, cioè un uscire-da-sé in cerca d'oggetti d'amore”
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Ultimo aggiornamento 04 Maggio 2026. Storia
Argomenti
assente, bene, capello, capolavoro, carta, comandamento, computer, comunione, concetto, decalogo, definizione, distratto, dono, esperienza, essenza, estasi, formula, guardia, incontro, infinito, manifestazione, movimento, oceano, oggetto, parola, parola-chiave, protagonista, reciproco, relazione, scritta, senso, silenzio, solitudine, stesso, stretta, supporto, sussurro, amore, dio, bambini, abbraccio, delusione, uscire, ora, cerca, direErmes Ronchi72
presbitero e teologo italiano 1947Citazioni simili
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