“Mio giorno | che ti disseti nell'ombra tagliente del pietrisco | nella vertigine delle più alte torri | sei quel poco che mi fu concesso | per elevarmi fino alla mia statura | e scavare la terra e far crescere il grano | Gli anni che si distillano nei tuoi silenzi | sono un filo impalpabile a cui si sostiene il mare |la forma del vento la conchiglia sonora della tua piccola | eternità | finché un gesto imperioso tronca il grido e il lamento | la maledizione e il riso | Così tu mio giorno così inesistente e fugace | ti ricapitoli nello sguardo lungo del congedo | perché già Cloto porse lo stame | e Lachesi lo filò | e io devo percorrerti ancora una volta senza paura | come chi comincia un gioco | che lo vedrà perdente | e già si mette a parlare con la voce del suo nemico | Per questo mi lascio stringere dalle tue canzoni | ingannare dal crocicchio d'ombra delle favole | allentando le briglie del mio cavallo | che va a piacer suo nella notte.”
da La mano tronca, 1975
Origine: In Filosofia dell'avventura, Ananke, Torino, 2006, p. 43. ISBN 8873251315)
Argomenti
ancora, briglia, canzone, cavallo, conchiglia, congedo, due-giorni, favola, filo, forma, gesto, gioco, giorno, grano, grido, lamento, maledizione, mano, mare, nemico, notte, ombra, perdente, piccolo, riso, sguardo, silenzio, sonoro, statura, terra, terra-terra, tre-giorni, tronco, vento, vertigine, voce, piacere, paura, poco, volta, lungoFerruccio Masini50
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Origine: Il Signore degli Anelli, Le due torri, p. 619, Rusconi