Luigi Pirandello (1867–1936) drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per la Letteratura nel 1934
dall'Avvertenza sugli scrupoli della fantasia
Una raccolta di frasi e citazioni sul tema concertato, arte, immagine, proprio.
Luigi Pirandello (1867–1936) drammaturgo, scrittore e poeta italiano premio Nobel per la Letteratura nel 1934
dall'Avvertenza sugli scrupoli della fantasia
Paul Valéry (1871–1945) scrittore, poeta e aforista francese
Album di versi antichi
Origine: Da L'amatore dei poemi
James Dewey Watson (1928) biologo statunitense
da In principio fu il Verbo o il Dna? http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/09_Settembre/28/index.shtml, Corriere della sera, 2 gennaio 2006
Denis Hollier (1955)
da Il Collegio di Sociologia, p. 513, nota 26
Pierre Klossowski (1905–2001) scrittore, traduttore e pittore francese
citato in Il Collegio di Sociologia. 1937-1939, p. 513, nota 26
Franco Zagari (1945) architetto italiano
dal saggio PonteNonPonte pubblicato su Il Ponte sullo Stretto. Rischi, dubbi, danni e verità nascoste, Mancosu Editore, marzo 2010
Andrea Agnelli (1975) imprenditore e dirigente sportivo italiano
Italian football, as much as Italy, needs structural reforms. Italy a few years ago was at a crossroads – do we want to tackle this and stay competitive? We chose to do nothing. In football, you need a concerted effort: violence, stadiums, trademark protections. Now there isn't even a government, so we haven't got a minister of sports.
Leone Traverso (1910–1968) traduttore italiano
citato in Giuseppe Mesirca, Immagini di città, Introduzione, p. 22.
Marta Sordi (1925–2009) storica italiana
Aevum, Alessandro Magno e l'eredità di Siracusa
Bruno Migliorini (1896–1975) linguista, filologo e esperantista italiano
Storia della lingua italiana
Bernardo Valli (1930) giornalista e scrittore italiano
Variante: Non che quest'ultimo ispirasse eccessiva fiducia, ma come dittatore classico era senz'altro preferibile a una rivoluzione islamica che avrebbe potuto sconvolgere ampie e decisive regioni del pianeta. Tanto preferibile che nel settembre '80 la tentata invasione irachena dell'Iran, da cui scaturì la guerra del Golfo, non suscitò uno scandalo adeguato alla gravità dell' aggressione. Quella complice indulgenza, allora comprensibile se non proprio inevitabile, ha partorito un monster, secondo la brutale espressione di un senatore americano, o un nuovo voleur de Bagdad, secondo quella più poetica di un quotidiano francese. Un mostro o un ladro di Bagdad che dispone della forza militare più importante del Golfo e del mondo arabo, tra l' altro dotata di gas nervini come ben sanno le popolazioni civili curde, e in possesso di un arsenale atomico per fortuna ancora incompleto, ma non tanto lontano dall'esserlo. Una potenza costruita grazie agli aiuti paralleli se non congiunti o concertati di Mosca e di Washington, di Parigi e di Londra, e di tante altre capitali ansiose di vendere armi, tra le quali Roma, Varsavia, Praga, Il Cairo... Nella lista non manca il Kuwait che, per proteggersi da Khomeini, finanziò lautamente Saddam Hussein, sapendo benissimo che sotto le spoglie del protettore si nascondeva un lupo ansioso di fare dell'emirato un solo boccone. Ma tra lui e Khomeini non c'erano scelte. <br class="br">Origine: Da Il ladro di Bagdad http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/08/03/il-ladro-di-bagdad.html?ref=search, la Repubblica, 3 agosto 1990.