„E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Gli stessi miei stupori sono fissati; essi sono celati in anticipo e fanno parte del numero.MOSSO dalla scrittura fatale, e se il metro sempre futuro incatena senza ritorno la mia memoria, io risento ogni parola in tutta la sua forza, per averla infinitamente attesa. Questa misura che mi trasporta e che io coloro, mi protegge dal vero e dal falso. Né il dubbio mi divide né la ragione mi affatica. Nessun caso, ma soltanto una sorte felice si fortifica. Io trovo senza sforzo il linguaggio di questa felicità; e artificiosamente penso un pensiero tutto certo, meravigliosamente preveggente, dalle pause calcolate, senza tenebre involontarie, il cui moto mi domina e la quantità mi colma: un pensiero eccezionalmente compiuto.“

Album di versi antichi
Origine: Da L'amatore dei poemi

Ultimo aggiornamento 21 Maggio 2020. Storia

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„La felicità credo che sia vivere un momento del presente senza desiderare altro: né proiettati nel futuro, né nel passato.“

—  Nicoletta Braschi attrice italiana 1960

Origine: Dall'intervista al programma televisivo Che tempo che fa, Rai 3, 9 settembre 2013; visibile su Rai.tv http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-07ec7dc7-d00e-440c-b02c-1322e476a634.html.

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„In materia di denaro, il principio di Kant era «Né debiti, né spilorcerie», vivere di quanto si ha, senza indebitarsi, senza avere l'assillo di mettere da parte.“

—  Massimo Piattelli Palmarini professore di scienze cognitive, linguista, epistemologo italiano 1942

Variante: In materia di denaro, il principio di Kant era «Né debiti, né spilorcerie», vivere di quanto si ha, senza indebitarsi, senza avere l’assillo di mettere da parte.
Origine: Ritrattino di Kant a uso di mio figlio, Capitolo 2, Che tipo d'uomo era Kant, p. 45

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„Non è vero che ci sono parole per esprimere ogni cosa. E non è neanche vero che i pensieri sono fatti sempre di parole.(…) Le regioni interiori non coincidono con il linguaggio, esse si trascinano là dove le parole non riescono a soffermarsi. Spesso sono le cose essenziali quelle su cui non si può dire più niente, e l'impulso di parlarne scorre bene perché va oltre senza fermarcisi. Solo in occidente si pensa di risolvere questo disordine parlandone. Il parlare non rimette ordine né nella vita del campo di mais né in quella sull'asfalto. E solo in occidente si pensa anche che non ha senso ciò che non si riesce a sopportare. Che cosa può fare il parlare? Quando gran parte della mia vita non quadra più, anche le parole vanno a fondo. Ho visto precipitare le parole che avevo. Ed ero certa che insieme ad esse, se le avessi avute, sarebbero precipitate anche quelle che non avevo. Le parole non esistenti sarebbero diventate come quelle esistenti che precipitavano. Non ho mai saputo di quante parole ci sarebbe stato bisogno per coprire completamente lo smarrimento della fronte. Uno smarrimento che subito si allontana di nuovo dalle parole trovate per definirlo. Ma di quali parole si tratta e come dovrebbero essere subito pronte a scambiarsi con altre per recuperare i pensieri. E che cosa significa recuperare. Il pensiero però parla con se stesso in modo del tutto diverso da come le parole parlano con esso. Il desiderio tuttavia di poterlo dire. Se non avessi avuto sempre questo desiderio, non si sarebbe arrivati a sperimentare nomi per il cardo da latte, per chiamarlo con il suo vero nome. Senza questo desiderio non avrei prodotto intorno a me quel senso di vergogna come conseguenza di una vicinanza malriuscita.“

—  Herta Müller scrittrice tedesca 1953

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„Né con te posso vivere, né senza di te.“

—  Marco Valerio Marziale poeta ed epigrammista romano 40 - 104

XII, 47

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„L'Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso.“

—  Ugo Ojetti scrittore, critico d'arte e giornalista italiano 1871 - 1946

Origine: Citato in Indro Montanelli, Il caro indimenticabile Virgilio Lilli, Corriere della Sera, 2 dicembre 2000.

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