Ennio Flaiano Autobiografia del Blu di Prussia
Autobiografia del Blu di Prussia
Origine: Riportato anche in Frasario essenziale per passare inosservati in società.
La camera di Baltus
Variante: Perchè il miracolo di illuminarlo lei non può compierlo.
Non ha alcun potere su di lui, perchè leui non crede a niente, nemmeno all'inferno.
Lui pensa che la vita non sia una punizione, ma una ricompensa. Fuggevole, ma sempre un premio che ciascunnuomo deve meritarsi.
Lui crede che l'uomo abbia un grande destino e un grande destino credeva che avrebbe avuto lui stesso.
Un'opera, un'opera che ancora non è scaturita da lui, ma che pure è dentro di lui come la perla in un'ostrica.
L'inferno è per lui l'assenza di futuro, è questo presente nebbioso e stagnanate, è l'indebolirsi delle convinzioni, delle idee, della fiducia nella vita e più ancora nel proprio talento.
L'inferno è sentir ribollire in sè un magma infuocato di ipotesi, di idee e della fiducia nella vita e non riuscire a esprimerne nessuno: vedere quelle ipotesi, idee e sentimenti oscurarsi, appassire, tramontare e dissoversi senza aver mai visto la luce.
L'inferno è lo sperpero dei propri giorni, è la mediocrità della propria anima votata alla dissoluzione.
L'inferno è questa inerziale assenza di tempo, è l'esilio dall'essere e dall'eternità.
Ennio Flaiano Autobiografia del Blu di Prussia
Autobiografia del Blu di Prussia
Origine: Riportato anche in Frasario essenziale per passare inosservati in società.
“Un uomo coerente crede nel destino, un uomo capriccioso nel caso.”
Benjamin Disraeli (1804–1881) politico e scrittore britannico
da Vivian Grey
“All'inferno ci va chi ci crede […]”
Alberto Arbasino libro Fratelli d'Italia
Einaudi, 1976<sup>3</sup>, p. 644
Fratelli d'Italia
Francesco Mario Pagano (1748–1799) giurista, filosofo e politico italiano
Origine: Principj del Codice Penale e Logica de' Probabili, p. 15
Cesare Pavese libro Dialoghi con Leucò
da L'inconsolabile
Dialoghi con Leucò
Variante: Orfeo: Io cercavo, piangendo, non più lei ma me stesso. Un destino, se vuoi. Mi ascoltavo. [... ] Il mio destino non tradisce. Ho cercato me stesso. Non si cerca che questo. [... ] Visto dal lato della vita tutto è bello. Ma credi a chi è stato tra i morti... Non vale la pena. [... ] E voi godetela la festa. Tutto è lecito a chi non sa ancora. È necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno. L'origine del mio destino è finita nell'Ade, finita cantando secondo i miei modi la vita e la morte.
Bacca: E che vuol dire che un destino non tradisce?
Orfeo: Vuol dire che è dentro di te, cosa tua; più profondo del sangue, di là da ogni ebbrezza. nessun dio può toccarlo.
Massimo Piattelli Palmarini (1942) professore di scienze cognitive, linguista, epistemologo italiano
Variante: Kant trova mostruosa l’idea del paradiso e dell’inferno, trova ignobile il concetto di ricompensa per i buoni e di punizione per i cattivi.
Origine: Ritrattino di Kant a uso di mio figlio, Capitolo 4, Come è possibile agire bene, p. 73
Alain de Benoist (1943) scrittore francese
Origine: Citato in Marcello Veneziani, Imperdonabili, Venezia, 2017, p. 373, ISBN 978-88-317-2858-4