„[Parlando di Haile Selassie] È ancora difficile, per un italiano, scrivere spassionatamente del defunto Ailé Selassié. Perché è arduo dimenticare che lo aggredimmo, lo insultammo, lo derubammo del suo paese con l'inutile guerra che Mussolini gli scatenò addosso quarantadue anni fa […] Più che imbarazzo, senso di colpa. Anzi vergogna. E così a tale colpa, a tale vergogna, gli italiani che oggi si accostano al ricordo di Ailé Selassié reagiscono vedendone esclusivamente i lati migliori: i meriti del passato. I suoi ritratti grondano sempre ossequio eccessivo, ammirazione incondizionata, lusinghe. Raccontano sempre la sua compostezza ieratica, la sua dignità regale, la sua intelligenza acutissima, la sua generosità verso gli ex nemici. Non spiegano mai chi fosse in realtà il sovrano da noi reso vittima. Non osano dirci se era qualcosa di meno e qualcosa di più che una vittima. Ad esempio un vegliardo irrigidito in princìpi disfatti da secoli. Ad esempio il padrone assoluto di un paese che non ha mai udito le parole diritto, democrazia, e appena fuori città vive ai limiti della preistoria: oppresso dalla fame, dalle malattie, dall'ignoranza, dallo squallore di un regime feudale che non conoscemmo neppure nel Medioevo più buio.“

Intervista con la storia

Estratto da Wikiquote. Ultimo aggiornamento 22 Maggio 2020. Storia

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„Questo povero nostro Paese vittima di demagoghi ieri, oggi, sempre.“

—  Augusto Guerriero giornalista e scrittore italiano 1893 - 1981

Origine: Citato in Claudio Taccucci, Augusto Guerriero (Ricciardetto), p. 29.

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„Quando uno stupido fa qualcosa di cui si vergogna, dice sempre che è suo dovere.“

—  George Bernard Shaw scrittore, drammaturgo e aforista irlandese 1856 - 1950

When a stupid man is doing something he is ashamed of, he always declares that it is his duty.
Origine: Da Caesar and Cleopatra, III.

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„In Italia a fare la dittatura non è tanto il dittatore quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere, perché è più comodo, un padrone da servire. Lo diceva Mussolini: «Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?»“

—  Indro Montanelli giornalista italiano 1909 - 2001

Origine: Dall'intervista di Pasquale Cascella, Montanelli: «Il regime? È alle porte, inutile aspettare il dittatore», l'Unità, 25 ottobre 1994, p. 5.

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„Questo vi fa capire la differenza tra noi e loro. Noi non siamo mai andati a disturbare l'incontro tra capi ed elettori perché siamo uomini democratici. Hanno strumentalizzato paura, speranza, dolore, morti, vergogna. Non avete dignità, nobiltà d'animo, libertà, siete ancora oggi e come sempre dei poveri comunisti.“

—  Silvio Berlusconi politico e imprenditore italiano 1936

2009
Origine: Durante un comizio per i ballottaggi delle amministrative a Cinisello Balsamo; citato in Berlusconi ai contestatori: poveri comunisti, fate pena http://tg24.sky.it/tg24/politica/2009/06/19/Berlusconi_ai_contestatori_poveri_comunisti_fate_pena.html, Tg24.Sky.it, 19 giugno 2009.

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„Certamente Mussolini fu un grossissimo politico, un uomo politico di grandissimo fiuto, di tempismo formidabile: lo dimostrò la facilità con cui vinse. Forse dovuta per metà alle sue capacità, alla sua bravura – parlo sempre come politico – e per metà all'insipienza, alla nullaggine dei suoi avversari, perché è tempo oramai di dire anche questo. Non c'è dubbio che il potere assoluto guastò completamente Mussolini: il Mussolini del 1930 non era certamente quello del 1940, il Mussolini di dieci anni dopo l'avvento al potere era diventato una specie di marionetta, la caricatura di sé stesso. Aveva perso proprio il senso della realtà, che era stato invece il suo forte da principio, il contatto col pubblico lo aveva perso, il senso della misura, e lo aveva dimostrato poi con gli errori madornali che ha fatto. Nei primi dieci anni credo che alcune cose buone le abbia fatte. Non credo che abbia ucciso la democrazia, credo che l'abbia soltanto seppellita perché era già morta. Da quel poco che ricordo l'Italia era un grosso carnevale, e anche abbastanza drammatico, perché la situazione interna era addirittura sfasciata: correva sangue, ne correva molto, noi in Toscana ne sapevamo qualcosa […]. E quindi non è vero che lui… le democrazie non vengono mai uccise, le democrazie muoiono. Dopodiché si dà la colpa a chi le seppellisce, ma la verità è che si suicidano, e credo che la democrazia italiana del '21-22 si sia suicidata. […] Mussolini capì una cosa fondamentale: che per piacere agli italiani bisognava dare a ciascuno di essi una piccola fetta di potere col diritto di abusarne. Questo era il fascismo. Il fascismo aveva creato una gerarchia talmente articolata e complessa che ognuno aveva dei galloni: il capofabbricato, il caposettore… tutti avevano una piccola fetta di potere, di cui naturalmente ognuno abusava, come è nel carattere degli italiani.“

—  Indro Montanelli giornalista italiano 1909 - 2001

da Questo secolo, 18 maggio 1982
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