“Quando la lettura è degna di questo nome, nel procedimento stesso dovrebbe esserci qualcosa di voluttuoso e di travolgente; davanti al libro dovremmo sentirci esaltati, rapiti, praticamente svuotati di noi stessi; e quando smettiamo di leggerlo e lo mettiamo da parte, la nostra mente dovrebbe essere piena di un vero caleidoscopio di immagini, dense e fluttuanti, tanto da impedirci di prendere sonno o di pensare ad altro. Le parole, quando il libro ha una sua eloquenza, debbono danzare da quel momento nelle nostre orecchie, con il rumore e la musica delle onde che si frangono sulla riva; e la storia, se di una storia si trstta, ricomincia da capo in una serie di fantastiche e policrome visioni che si susseguono davanti ai nostri occhi.”
Origine: Da Una chiacchierata sul romanzesco (A Gossip on Romance), citato in Antonio Faeti, La Scozia di Tusitala, 2003, in Robert Louis Stevenson, Rapito, op. cit., p. 276
Argomenti
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