„Ricordate le parole immortali di Socrate nel carcere di Atene? Parla delle leggi come di persone vive, come di persone di conoscenza. «le nostre leggi, sono le nostre leggi che parlano». Perché le leggi della città possano parlare alle nostre coscienze, bisogna che siano come quelle di Socrate, le «nostre» leggi. Nelle più perfette democrazie europee, in Inghilterra, in Svizzera, in Scandinavia, il popolo rispetta le leggi perché ne è partecipe e fiero; ogni cittadino le osserva perché sa che tutti le osservano: non c'è una doppia interpretazione della legge, una per i ricchi e una per i poveri! Ma questa è, appunto, la maledizione secolare che grava sull'Italia: il popolo non ha fiducia nelle leggi perché non è convinto che queste siano le sue leggi. Ha sempre sentito lo Stato come un nemico. Lo Stato rappresenta agli occhi della povera gente la dominazione. Può cambiare il signore che domina, ma la signoria resta: dello straniero, della nobiltà, dei grandi capitalisti, della burocrazia. Finora lo Stato non è mai apparso alla povera gente come lo Stato del popolo. Da secoli i poveri hanno il sentimento che le leggi siano per loro una beffa dei ricchi: hanno della legalità e della giustizia un'idea terrificante, come di un mostruoso meccanismo ostile fatto per schiacciarli, come di un labirinto di tranelli burocratici predisposti per gabbare il povero e per soffocare sotto le carte incomprensibili tutti i suoi giusti reclami.“

Pubblicità

Citazioni simili

Toro Seduto photo
Charles Dickens photo

„Quale nobile esempio delle soavi leggi inglesi! Permettono ai poveri persino d'andare a dormire!“

—  Charles Dickens scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico 1812 - 1870
libro Oliver Twist

Pubblicità
Giorgia Meloni photo
Karl Raimund Popper photo
Bernard Cornwell photo
Ludwig Wittgenstein photo
Pubblicità
Tito Lívio photo
Mauro Corona photo
Albert Einstein photo
Georg Wilhelm Friedrich Hegel photo
Pubblicità
Tito Lívio photo
Bettino Craxi photo
 Aristotele photo
Vittorio Alfieri photo

„Ove son leggi | tremar non dee chi leggi non infranse.“

—  Vittorio Alfieri drammaturgo italiano 1749 - 1803
da Virginia, atto II, scena II