Frasi di Alberto Manguel

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Alberto Manguel

Data di nascita: 1948

Alberto Manguel è uno scrittore e traduttore argentino naturalizzato canadese.


„Ogni lettore ha trovato il suo incantesimo per assicurarsi il possesso di una pagina che, per magia, diventa nuova e immacolata, come se nessuno l'avesse mai letta prima. Le biblioteche diventano i nascondigli segreti e gli scrigni di questi incantesimi.“ p. 184

„Scorriamo gli infiniti scaffali delle biblioteche, scegliendo questo o quel volume senza una ragione precisa: per la copertina, per il titolo, per un nome, per qualcosa che qualcuno ci ha detto o non ci ha detto, per un presentimento o un ghiribizzo, per sbaglio, perché in quel libro pensiamo di poter trovare un racconto particolare o un personaggio o un dettaglio, perché pensiamo che sia stato scritto per noi, perché pensiamo che sia stato scritto per tutti tranne che per noi e vogliamo scoprire perché siamo stati esclusi, perché vogliamo imparare, ridere o perderci nell'oblio.“ pp. 186-187


„Per quanto attenta sia la nostra lettura, i testi ricordati spesso subiscono curiose trasformazioni; si frammentano, si contraggono o si fanno imprevedibilmente lunghi. [... ] Ma né la solida biblioteca sui miei scaffali né quella mutevole della mia memoria detengono a lungo un potere assoluto. Nel tempo, i labirinti delle mie due biblioteche misteriosamente si intrecciano. E spesso, grazie a ciò che gli psicologi chiamano la perseveranza della memoria (un fenomeno psichico per cui una certa idea viene considerata vera anche quando sia stato dimostrato che è falsa), la biblioteca della mia mente finisce per sopraffare quella di carta e inchiostro.“ p. 166

„Citare è un continuo conversare con il passato per dare un contesto al presente. Citare è attingere alla Biblioteca di Babele; citare è riflettere su quanto è già stato detto, e se non lo facciamo, parliamo in un vuoto dove non v'è voce umana che possa risuonare.“ p. 188

„I libri si riuniscono per l'estro di un collezionista, per dare espressione a una comunità, per l'avvicendarsi delle guerre, per il passare del tempo, per la trascuratezza o per l'attenzione, per l'imponderabilità della sopravvivenza, per la cernita casuale di un robivecchi, e ci possono volere secoli prima che la loro congregazione acquisti la forma riconoscibile di una biblioteca.“ p. 142

„Il buio, le parole e la luce formano un circolo virtuoso. Le parole generano la luce, e poi ne compiangono la perdita. Con la luce leggiamo, con il buio parliamo. [... ] Con la luce leggiamo le invenzioni degli altri; con il buio, siamo noi a inventare storie.“ pp. 224-225

„L'esistenza di qualunque biblioteca [... ] dà al lettore il senso di che cosa sia veramente la sua forza, una forza che combatte i vincoli del tempo, portando nel presente schegge del passato. Gli permette di affacciarsi, anche se segretamente e da lontano, nella mente di altri esseri umani, e di conoscere qualcosa di sé attraverso le storie accumulate a suo beneficio. Ma, soprattutto, dice al lettore che la sua forza consiste nella facoltà di ricordare, attivamente, attraverso la sollecitazione della pagina, momenti selezionati dell'esperienza umana.“ pp. 32-33

„Ho trascorso mezzo secolo a raccogliere libri. Con immensa generosità, i miei libri non mi hanno mai chiesto nulla, e mi hanno offerto in cambio ogni genere di illuminazione. [... ] I miei libri sanno infinitamente più di me, e sono loro grato che sopportino addirittura la mia presenza. Talvolta mi sembra di abusare di questo privilegio.“ p. 10


„L'ordine genera ordine. Una volta che si stabilisce una certa categoria, questa ne suggerisce o ne impone delle altre, cosicché nessun metodo di catalogazione, su carta o su scaffale, è mai chiuso in se stesso. [... ] A un certo punto di questo processo di riordino, per fatica, noia o frustrazione, dovrò interrompere questa progressione geometrica. Ma c'è sempre la possibilità di continuare. Non esistono categorie definitive in una biblioteca.“ p. 39

„Ci sono notti in cui sogno una biblioteca completamente anonima, nella quale i libri, privi di titolo e di autore, formano un torrente narrativo ininterrotto nel quale tutti i generi, gli stili e le storie confluiscono, dove nessun protagonista e nessun luogo vengono identificati, un torrente dove posso immergermi sempre, in qualunque punto. [... ] In una biblioteca così esisterebbe un unico libro suddiviso in qualche migliaia di volumi e, con buona pace di Callimaco e di Dewey, nessun catalogo.“ p. 59

„Le biblioteche, per loro stessa natura, possono sostenere ma anche mettere in discussione l'autorità di potere. Come depositari di storia o fonti per il futuro, guide o manuali per i tempi difficili, simboli di autorità passate e presenti, i libri di una biblioteca rappresentano ben più di quanto contengano nel loro insieme, e sono stati considerati, sin dall'inizio della scrittura, una minaccia. Poco importa il motivo per cui una biblioteca viene distrutta: ogni censura, riduzione, frammentazione, saccheggio o bottino dà origine (perlomeno come presenza spettrale) a una biblioteca più forte, più chiara e più durevole di libri banditi, saccheggiati, depredati, frammentati o ridotti. Può essere che questi libri non siano più consultabili, che esistano soltanto nel vago ricordo di un lettore o nell'ancor più vago ricordo di una tradizione e di una leggenda, ma hanno acquisito una sorta di immortalità. [... ] Le biblioteche che sono svanite o a cui non è mai stato concesso di esistere sono molte di più di quelle che visitiamo, e formano gli anelli di una catena circolare che ci accusa e ci condanna tutti.“ p. 109

„Il potere dei lettori non sta nell'abilità di raccogliere informazioni, di ordinare e catalogare, ma nella loro capacità di interpretare, associare e trasformare ciò che leggono. Per le scuole talmudiche, come per quelle islamiche, uno studioso può trasformare la fede religiosa in forza attiva attraverso l'arte della lettura, perché la conoscenza acquisita attraverso i libri è un dono di Dio. [... ] Per le culture del Libro, la conoscenza non risiede nell'accumulo di testi e di informazioni, e nemmeno nell'oggetto libro in sé, ma nell'esperienza tratta dalla pagina e trasformata in nuova esperienza, nelle parole riflesse sia nel mondo esterno che nel lettore stesso.“ p. 83


„I lettori e i non lettori hanno sempre vissuto fianco a fianco, e i non lettori sono sempre stati la maggioranza. [... ] A variare non sono le proporzioni di questi due gruppi di umanità, ma il modo in cui società diverse giudicano il libro e l'arte di leggere. [... ] La nostra società accetta il libro come un dato di fatto, ma la lettura – un tempo ritenuta utile e importante, ma anche potenzialmente pericolosa e sovversiva – oggi è accettata con condiscendenza come un passatempo, un diversivo lento che manca di utilità e che non contribuisce al bene collettivo. [... ] Nella nostra società la lettura non è altro che un'attività ancillare.“ pp. 187-188

„Spesso ai libri in quanto tali viene attribuita un'autorità fittizia e l'edificio «biblioteca» viene superstiziosamente visto come il monumento simbolico di quell'autorità. [... ] Perfino oggi, quando all'atto intellettuale viene riconosciuta ben poca o nessuna importanza, i libri, letti o meno che siano, e indipendentemente dall'uso e dal valore che si dà loro, sono spesso circondati da un prestigio che incute timore.“ p. 84

„Il Web è quasi istantaneo; non occupa alcun tempo se non l'incubo di un costante presente. Tutta superficie e niente volume, tutto presente e niente passato.“ p. 189

„Possiamo vivere in una società che si fonda sui libri eppure non leggere, oppure possiamo vivere in una società dove i libri sono ritenuti un semplice accessorio ed essere lettori nel senso più vero e profondo.“ pp. 182-183

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