Frasi di Victor Hugo
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306 frasi per ispirare il vostro spirito e guidarvi nella saggezza senza tempo

Esplorate le profonde intuizioni e la saggezza senza tempo di Victor Hugo. Lasciatevi ispirare da potenti citazioni sulle convinzioni, sull'amore e molto altro. Lasciate che le parole di questa icona letteraria sollevino il vostro spirito e vi guidino.

Victor-Marie Hugo, noto come Victor Hugo, è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo e politico francese, riconosciuto come il padre del Romanticismo in Francia. Ha contribuito anche nel campo dell'arte visiva e svolto un ruolo importante come attivista per i diritti umani.

Hugo fu uno dei principali teorici e esponenti del movimento letterario romantico, ma si distinse dagli altri poeti dell'epoca per aver saputo affrontare le avversità della vita con esperienza personale e cercando di cogliere i diversi aspetti dell'animo umano. La sua vasta produzione letteraria spazia tra vari generi, dalla poesia lirica al dramma, dalla satira politica al romanzo storico e sociale, conquistando consensi in tutta Europa.

✵ 26. Febbraio 1802 – 22. Maggio 1885  •  Altri nomi Victor Marie Hugo, Виктор Гюго
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Victor Hugo Frasi e Citazioni

“Il pensatore vuole, il sognatore subisce.”

Victor Hugo libro I lavoratori del mare

traduzione Di Vittorio Orazi
I lavoratori del mare, Citazioni da altre edizioni

“Il vero pilota è il marinaio che naviga sul fondo più che alla superficie.”

Victor Hugo libro I lavoratori del mare

traduzione Di Vittorio Orazi
I lavoratori del mare, Citazioni da altre edizioni

“Amare è la metà di credere.”

Victor Hugo

Origine: Da Que nous avons le dout en nouns, in Canti del crepuscolo; citato in Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore, a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.

“La pena di morte è il segno caratteristico ed eterno della barbarie.”

Victor Hugo

Contro la pena di morte
Origine: Estratto da un discorso all'Assemblea Costituente, 15 settembre 1848

“La sofferenza sociale incomincia a qualunque età.”

Victor Hugo libro I miserabili

Les Misérables

“La galera fa il galeotto.”

Victor Hugo libro I miserabili

Les Misérables

“E la sofferenza e il lavoro sono le due facce dell'uomo.”

Victor Hugo libro I miserabili

Les Misérables

“Vi sono abissi che salvano.”

Victor Hugo libro I miserabili

Les Misérables

“Il crepuscolo piace solo ai pipistrelli.”

Victor Hugo libro I miserabili

Les Misérables

“Era come il diciottesimo secolo: frivolo e grande.”

Victor Hugo libro I miserabili

Les Misérables

“Robert Lindet, ossessionato creatore di quella piovra che aveva la sua testa nel comitato di sicurezza generale e che stendeva le braccia, ventunmila!, su tutta la Francia attraverso i comitati rivoluzionari; Lebuef, sul quale Girey-Duprè scrisse nel suoquesto verso: «Lebouf vit Legendre et beugla»; Thomas Paine, americano, incline alla clemenza; Anacharsis Cloots, tedesco, barone, milionario, ateo, hébertiano, animo candido; l'integerrimo Lebas, amico dei Duplay; Rovère, una delle rare creature che godono della perfidia come uno può godere dell'arte per l'arte, il che avviene più frequentemente di quanto non si creda; Charlier, il quale voleva che si trattassero gli aristocratici con il; Tallien, elegiaco e feroce, dai cui amori nascerà il 9 termidoro; Cambacéres, un procuratore che diverrà principe; Carrier, un procuratore che si paleserà tigre; Laplanche, il quale esclamò un giorno: «Voglio che sia data priorità al cannone d'allarme»; Thuriot, che propose la votazioneda parte dei giurarti del tribunale rivoluzionario; Bourdon de l'Oise, che sfidò a duello Chambon, denunciò Paine e fu denunciato da Hébert; Fayau, il quale propose l'invio nella Vandea di «un'armata incendiaria»; Tavaux, che il 13 aprile tentò la mediazione tra Gironda e Montagna; Vernier il quale chiese che i capi girondini e quelli della Montagna andassero a servire la patria come semplici soldati; Rewbell, che si chiuse dentro Magonza assediata; Bourbotte, che ebbe il suo cavallo ucciso alla presa di Saumur; Guimberteau, che fu a capo dell'armata delle Côtes di Cherbourg; Jard-Panvilliers, il quale comandò le truppe della Côtes de la Rochelle; Lecarpentier, che comandò la squadra di Concale; Roberjot, vittima dell'imboscata di Radstadt; Prieur de la Marne, che si compiaceva di indossare sul campo di battaglia le sue vecchie spalline di comandante si squadrone; Levasseur de la Sarthe, il quale, con una sola parola, indusse al sacrificio Serrent, comandante del battaglione di Saint-Armand; Reverchon, Maure, Bernard de Saintes, Charles Richard, Lequinio, e, in testa a questo gruppo un Mirabeau che portava il nome di Danton. Estraneo a questi due gruppi e dominatore di entrambi, Robespierre.”

Victor Hugo

“Dietro il vivere di poco, c'è il vivere di nulla.”

Victor Hugo libro I miserabili

Les Misérables

“Dalla parte opposta Antoine-Luois-Leon Florelle de Saint-Just, pallido, fronte bassa, profilo regolare, sguardo misterioso, tristezza profonda, ventitré anni; Merlin de Thionville, chiamato dai tedeschi, diavolo di fuoco; Merlin de Douai, criminale autore della legge dei sospetti; Soubrany, che il popolo volle come generale al primo pratile; l'ex curato Lebon che maneggiava la spada con la mano un tempo benedicente; Billaud-Varennes che sognava una magistratura dell'avvenire senza giudici, affidata a soli arbitri; Fabre d'Eglantine, che ebbe una piacevole trovata, il calendario repubblicano, come Rouget de Lisle ebbe un'ispirazione sublime,, ma l'uno come l'altro senza ritorni spirituali; Manuel, il procuratore della Comune, il quale sentenziò: «Un re morto non rappresenta un uomo di meno»; Goujon che era entrato nelle truppe a Trippe Lacroix, avvocato fattosi generale e creato cavaliere di San Luigi sei giorni prima del 12 agosto; Frèron Thersiste, figlio di Fréron-Zoile; Ruhl, inesorabile nell'esaminare il contenuto del famoso armadio di ferro, predestinato al suicidio, da perfetto repubblicano, il giorno in cui fosse caduta la repubblica; Fouché, anima demoniaca e viso cadaverico; Camboulas, l'amico di di Père Duchéne, che rimproverava a Guilliotin: «Tu appartieni al Club dei Foglianti, ma tua figlia al Club dei giacobini» Jagot, che obiettava a coloro che non approvavano la nudità dei carcerati. « Una prigione è pur sempre un abito di pietra»; Javagues, il macabro violatore di tombe di Saint-Denis; Osselin, proscrittore che concedeva asilo a una proscritta, Madame Charry; Bentabolle, il quale nelle funzioni di presidente, dava al pubblico il segnale degli applausi o delle imprecazioni; il giornalista Robert, marito di Kéralio, la quale scriveva: «Né Robespierre né Marta frequentano la mia casa, Robespierrre vi può venire quando vuole, Marat non vi metterà mai piede»; Garan Coulon, che a seguito dell'intervento della Spagna nel processo contro Luigi XVI aveva chiesto fieramente che l'assemblea non si degnasse di dar lettura della lettera di un re a favore di un altro re; Grégoire, vescovo degno della Chiesa primitiva, il quale sotto l'Impero, cancellò poi la sua fede repubblicana, assumendo il titolo di conte Grégoire; Amar, che affermava: «La terra intera condanna Luigi XVI. A chi appellarsi contro la condanna, ai pianeti?» Rouyer, il quale si era opposto all'impiego del cannone dal Pont – Neuf asserendo: «La testa di un re non deve, cadendo, far più rumore della testa di un uomo qualsiasi»; Chénier, fratello di André; Vadier, uno di quelli che posarono una pistola sulla tribuna; Tanis, che diceva a Momoro: «Voglio che Robespierre e Marat si riappacifichino alla mia tavola». «Dove abitate? A Charenton. «Mi sarei stupito che abitaste altrove»; Legendre, il macellaio della rivoluzione d'Inghilterra: « Vieni dunque che ti spacchi la testa», gridava a Lanjuinais; E costui rispondeva: «Devi ottenere prima un decreto che mi classifiche tra i buoi»; Collot d'Herbois, macabro commediante che portava sul viso l'antica maschera con due bocche, una per il sì e una per il no, uomo che approvava con l'una ciò che biasimava con l'alra, pronto ad accusare Carrier a Nantes e a deificare Châlier a Lione, a inviare Robespierre al patibolo e Marat al Pantheon; Génissieux, il quale chiedeva la pena di morte contro chiunque portasse su di sé la medaglia rappresentante; Leonard Bourdain, il maestro di scuola che aveva offerto la sua casa al vegliardo di Mont-Jura; Topsent, marinaio; Goupilleau, avvocato; Laurent Lecointre, commerciante; Duhem, medico; Sergent, scultore; David, pittore; Joseph Égalité, principe. Atri ancora: Lecointe-Piuraveau, il quale chiedeva che Marat «fosse riconosciuto in stato di demenza»;”

Victor Hugo

Ninety-Three

“C'è sempre dell'anarchia nella fama.”

Victor Hugo libro I miserabili

Les Misérables