Sergej Aleksandrovič Esenin (1895–1925) poeta russo
da Non è passato invano il sibilo dei venti
Russia e altre poesie
Una raccolta di frasi e citazioni sul tema turchino, cielo, sole, ancora.
Sergej Aleksandrovič Esenin (1895–1925) poeta russo
da Non è passato invano il sibilo dei venti
Russia e altre poesie
Giovanni Pascoli (1855–1912) poeta italiano
frammento della poesia Patria, da Dall'alba al tramonto
Myricæ
François Lenormant (1837–1883) assiriologo e numismatico francese
Origine: La Magna Grecia. Paesaggi e storia, La Calabria (vol. III), pp. 7-8
“Sì, so' la fata turchina. Ti ho sentito piangere e mi sono scapecollata qua.”
Anna Marchesini (1953–2016) attrice, doppiatrice e scrittrice italiana
Personaggi, Fata turchina Lollo
David Herbert Lawrence (1885–1930) scrittore, poeta e drammaturgo britannico
citato in Piero Nardi, La vita di D. H. Lawrence, Mondadori, 1947, p. 406
Primo Levi (1918–1987) scrittore, partigiano e chimico italiano
Ranocchi sulla luna, p. 106
Ranocchi sulla luna e altri animali
Vitaliano Brancati (1907–1954) scrittore, sceneggiatore
1938), in Romanzi e saggi - Vitaliano Brancati, a cura di Marco Dondero, Mondadori, Milano 2003
Ljudmil Stojanov (1886–1973) poeta e scrittore bulgaro
La terra di Cec, pp. 18-19
Mehmed Sinap
Origine: Nome, con connotazione dispregiativa, che i turchi davano alle persone di di fede cristiana. nota a p. 18.
Origine: Bulgari di fede mussulmana. nota a p. 18
Renato Mucci (1893–1976) traduttore e poeta italiano
da Campane d'Assisi, in Natura morta, Gobetti, Torino, 1925, p. 72
Francesco Cangiullo (1884–1977) scrittore, poeta e pittore italiano
da Serate futuriste, Editrice Tirrena, Napoli, 1930
Variante: Il restaurant Astarita è abbacinato di luce elettrica e resta avvitato nel mare dai violenti riflessi di gesso elettrico liquido. Le barche da nolo nella penombra turchina si ninnano come fette di poponi. Le caldarroste scoppiettano. Una padella frigge. Un odore di olio e di pesce fritto e di mare. Seduti a riva gruppi di popolane stritolano i tarallini bagnati nell'acqua sulfurea. Il mozzo resupino nella speranza, con gli occhi e la bocca alle stelle, canta una canzone di nasse... Gli abitanti marinai del borgo luciano, sono addossati alle finestre terrene dalle quali sfolgora l'aureo salone dello chalet Savoia. quei vani dame in décolletés e cavalieri in frac. Salone, dame e cavalieri tipo Vedova allegra... A mezzanotte, poi, nei restaurants di Santa Lucia Nuova trillano tutti i mandolini dei posteggiatori della riva, che cantano alle mense delle chanteuses ancora pulsanti di canzoni cantate e ballate...
E allora tu, nell'odor del mare, senti un odor d'amore...(da Serate futuriste, Editrice Tirrena, Napoli, 1930)
Origine: Citato in Giovanni Artieri, Napoli, punto e basta?, [Divertimenti, avventure, biografie, fantasie per napoletani e non], Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1980, pp. 605-606.