Dante Alighieri libro Divina Commedia
Vincenzo Borghini
Divina Commedia, Citazioni sulla Divina Commedia
Approfondite le parole profonde di Dante Alighieri, uno dei più grandi poeti della storia. Esplora le sue accattivanti citazioni, dalla bellezza della natura al viaggio dell'anima attraverso il paradiso e l'inferno. Scoprite la profondità della sua saggezza e l'attualità delle sue intuizioni.
Dante Alighieri, nato Durante di Alighiero degli Alighieri e conosciuto semplicemente come Dante, è stato un poeta, scrittore e politico italiano. È considerato il padre della lingua italiana e la sua fama si basa sulla creazione della Commedia, che è universalmente considerata una delle più grandi opere letterarie mai scritte in italiano. Quest'opera rappresenta la cultura medievale filtrata attraverso la lirica del Dolce stil novo ed è anche un veicolo allegorico della salvezza umana. Nel corso della sua vita, Dante ha lasciato un'impronta profonda sulla letteratura italiana dei secoli successivi e sulla cultura occidentale in generale.
Oltre ad essere un importante poeta, Dante era anche un esperto linguista, teorico politico e filosofo. La sua eredità è stata così significativa che è spesso chiamato il "Sommo Poeta" o semplicemente "il Poeta". Dante è diventato uno dei simboli dell'Italia nel mondo grazie al nome dell'ente principale per la promozione della lingua italiana: la Società Dante Alighieri. Gli studi critici e filologici su di lui sono ancora attivamente svolti dalla Società dantesca.

Dante Alighieri libro Divina Commedia
Vincenzo Borghini
Divina Commedia, Citazioni sulla Divina Commedia
“E vidi il buono accoglitor del quale, | Dïascoride dico.”
Dante Alighieri libro Divina Commedia
Divina Commedia, Inferno
da De vulgari eloquentia, I libro, XII cap. <br class="br">Origine: Traduzione di Pier Vincenzo Mengaldo in DanteOnline.it http://www.danteonline.it/italiano/opere2.asp?idcod=000&idope=3&idliv1=1&idliv2=12&idliv3=1&idlang=IT.
Dante Alighieri libro Inferno
The Divine Comedy (c. 1308–1321), Inferno
Dante Alighieri libro Inferno
The Divine Comedy (c. 1308–1321), Inferno
Dante Alighieri libro Paradiso
The Divine Comedy (c. 1308–1321), Paradiso
“La notte che le cose ci nasconde.”
Dante Alighieri libro Paradiso
The Divine Comedy (c. 1308–1321), Paradiso
“Lo giorno se n'andava, e l'aere bruno
toglieva li animai che sono in terra
da le fatiche loro.”
Dante Alighieri libro Inferno
The Divine Comedy (c. 1308–1321), Inferno
Dante Alighieri libro Inferno
The Divine Comedy (c. 1308–1321), Inferno
Dante Alighieri libro Purgatorio
The Divine Comedy (c. 1308–1321), Purgatorio
“Sì lungiamente m'ha tenuto Amore
e costumato a la sua segnoria”
Dante Alighieri libro Vita Nuova
La Vita Nuova (1293)
“Vassene 'l tempo e l'uom non se n'avvede.”
Dante Alighieri libro Purgatorio
The Divine Comedy (c. 1308–1321), Purgatorio
Dante Alighieri libro Purgatorio
The Divine Comedy (c. 1308–1321), Purgatorio
Dante Alighieri libro Convivio
[citation needed]
Convivio
Origine: Presente anche in Rime, LXXIX, Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete.
Dante Alighieri libro Convivio
[citation needed]
Convivio
Dante Alighieri libro Convivio
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Convivio
Dante Alighieri libro Convivio
[citation needed]
Convivio
Dante Alighieri libro Convivio
[citation needed]
Convivio
Variante: Amor che ne la mente mi ragiona
de la mia donna disiosamente...
che lo 'ntelletto sovr'esse disvia.
Origine: Presente anche in Rime, LXXXI, Amor che ne la mente mi ragiona.
“Nullo sensibile in tutto lo mondo è più degno di farsi essemplo di Dio che 'l sole.”
Dante Alighieri libro Convivio
[citation needed]
Convivio
Dante Alighieri libro Convivio
[citation needed]
Convivio
Origine: Qui "gentilezza" ha il significato di nobiltà. Il tale che imperò, a cui è attribuita la convinzione è Federico II di Svevia.
da Trattato IV, capitolo VI, 15
da Trattato IV, capitolo VI, 16
Dante Alighieri libro Le Rime
da Sonar brachetti, e cacciatori aizzare.
Le Rime
Dante Alighieri libro Le Rime
da Un dì si venne a me Malinconia
Le Rime
I, 44-54
V, 52 – 63
Francesca da Polenta: V, 100-107
Dante: XI, 91-93
Variante: O sol che sani ogne vista turbata,
tu mi contenti sì quando tu solvi,
che, non men che saver, dubbiar m'aggrata.