Frasi di Nico Perrone

Nico Perrone foto

74   2

Nico Perrone

Data di nascita: 27. Aprile 1935

Nico Perrone, all'anagrafe Nicola Carlo Perrone , è un saggista, storico e giornalista italiano.

Frasi Nico Perrone


„Il declinante Francesco II lo fa per quattro mesi capo della polizia e ministro (in prigione lo aveva mandato il re precedente); in quelle funzioni, fa entrare qualche camorrista nella polizia. Realizza però una concezione nuova dell'amministrazione degli interni, attenta a bisogni sociali. Con tante ambiguità, da ministro egli continua un'azione antiborbonica. (p. 3)“

„Forse proprio i suoi successi economici, sanzionati internazionalmente, la sua influenza e una certa autonomia nelle relazioni internazionali, contenevano delle insidie per l'Italia. Non si sarebbe potuto a lungo consentire a un paese minore per definizione e per tacito accordo fra i grandi veri della terra, di sviluppare ulteriormente un ruolo di tale rilevanza, con un disegno di marcata diversità rispetto agli altri paesi occidentali quanto a peso dello stato nell'economia e singolare politica di vera e propria welfare society. Tanto più nel momento in cui, scomparsa nelle relazioni internazionali la bipolarità, si volevano ridisegnare gli equilibri del mondo e si manifestavano iniziative assai forti per l'edificazione di un'egemonia unica e globale, che non tollera opinioni, tendenze, sistemi divaricanti. (p. 106)“


„Meglio, in politica, avere rappresentato venti bandiere che nessuna? – scrisse pensando a lui Benedetto Croce. Indro Montanelli nella sua biografia di Garibaldi, Luigi Magni nel suo film Il generale ce lo hanno rappresentato come un simpatico birbante. E anche Nico Perrone [... ] ci presenta una non schematica riabilitazione: anche a sorpresa, rispetto a un titolo che sembrerebbe ben altrimenti critico. È vero, riconosce, Liborio Romano era un voltagabbana. Ma non per volgare tornaconto personale, bensì sempre al servizio di progetti autenticamente riformisti. In campo penale, ad esempio, si dovette al suo pur breve passaggio per il governo delle Due Sicilie l'abolizione della pena barbarica delle legnate. E in campo sociale fu promotore alla Camera di una proposta di riforma agraria che forse contribuì al suo isolamento politico più ancora delle troppe giravolte. Naturalmente, molto dipende poi dal modo in cui si vuole valutare il passaggio dal Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia. Perrone non nasconde affatto i nodi dell'Unità, dall'accentramento brutale alla feroce repressione del brigantaggio. Ma non indulge neanche sull'opposta retorica della monarchia borbonica come mitica età dell'oro: prima ancora dei bersaglieri contro i briganti erano stati i soldati di Ferdinando I a tagliare teste in quantità per reprimere la rivolta del Cilento del 1828, e gli investimenti infrastrutturali e industriale che pur la dinastia borbonica aveva fatto si concentravano a Napoli dimenticando il resto del Regno. Romano, a suo modo, era stato appunto fautore di un fallito progetto di riscatto del Sud accettando la nuova logica unitaria, ma salvaguardandone gli interessi specifici. (da il Foglio, 27 luglio 2010)“

„Ci furono [... ] un momento teorico, lungo, importante e ricco di intuizioni assai avanzate; una prima applicazione politica dell'elaborazione teorica, che si svolse all'incirca nel primo decennio del dopoguerra e comportò radicali e positive rotture; e infine un'appropriazione, nella pratica politica più deteriore, di quel complesso quadro teorico e delle sue prime realizzazioni, fino a perdere il controllo della situazione, a tradirne le premesse ideologiche e a condurre verso esiti disastrosi l'intero sistema delle partecipazioni statali. (pp. 8-9)“

„L'ordine rivoluzionario mostra una tendenza a sottoporre ogni aspetto della vita, della società e dei rapporti a regole precise [... ] esso riconosce al giudice un potere quasi dispotico. Affinché egli con più rigore possa fare osservare le regole, dalle regole lo si vuole sottrarre affinché, affidando, con apposite norme, il metro della valutazione dei suoi convincimenti alla sua stessa coscienza. (pp. 119-120)“

„A Copenaghen ho dunque trovato le carte per scrivere queste pagine. A parte i documenti dell'archivio massonico [... ] ho potuto consultare l'elenco della corrispondenza del religioso danese con i liberi muratori e giacobini italiani. [... ] Ho quindi ottenuto copie della corrispondenza a quello straordinario personaggio dai fratelli massoni del Regno di Napoli e di Sicilia, e le ho riprodotte in buona parte nelle pagine che seguono. (p. 11)“

„La dottrina di Monroe, nel corso del lungo tempo trascorso dalla sua proclamazione, è stata [... ] utilizzata come strumento dotato di una forte carica nazionalista e persino imperiale, che gli Stati Uniti hanno agitato con frequenza e aggressività crescenti, in un rapporto sempre più ineguale con il resto del mondo. (p. 33)“

„L'aspetto più inquietante di tutta la vicenda potrebbe essere invece del tutto opposto a quello finora insinuato. Esso consiste – semmai – proprio nel fatto che non si può dimostrare che De Gasperi avesse trattato l'estromissione dei comunisti dal governo. Un simile argomento, per quanto paradossale, potrebbe prestarsi a essere frainteso, dando l'impressione che chi lo avanza auspicasse una simile ingerenza americana. Non si tratta di questo. Voglio invece dire che il limite e l'insuccesso della missione a Washington del presidente del consiglio consisterebbero proprio nella incapacità di De Gasperi di portare i suoi interlocutori su temi politici: in quest'ottica, persino la questione della composizione del governo sarebbe stato un tema significativo, rispetto alla modestia delle questioni economiche sollecitate, e neppure risolte. (pp. 72-73)“


„Il profilo biografico [... ] che ora al fondatore dell'ENI dedica Nico Perrone, uno studioso di storia che da giovane fu nello staff di Mattei, ha il merito di ricondurre l'attenzione sugli anni in cui l'industria di stato era centrale nell'economia del paese. Va subito detto che l'occhio con cui Perrone segue l'avventura di Mattei è più che indulgente: fra il biografo e il suo personaggio il lettore avverte una consonanza profonda. Non che Perrone trascuri i lati più dubbi e discussi di Mattei [... ] ma nel suo racconto questi elementi occupano uno spazio minore rispetto alla battaglia personale che Mattei condusse per l'autonomia dell'Italia in campo energetico. Nel clima del dopoguerra, parve subito a Mattei che l'AGIP (l'ente petrolifero italiano) fosse tutt'altro che una realtà modesta o, peggio ancora, da smantellare. Colpiscono, in particolare, gli accenti nazionalistici con cui Mattei esortava all'impegno economico. (Giuseppe Berto)“

„In queste pagine ho pubblicato documenti e testimonianze che attestano l'immane disturbance strategico-politica creata da Mattei, che si aggiungeva a quella, da tempo assai nota, che si esplicava nel campo degli affari petroliferi. Il quadro d'insieme: non una spiegazione diretta del fatto. [... ] Nel quadro ho [... ] collocato indizi e moventi; alcuni dei quali muniti del crisma dell'ufficialità e sorretti da carte che introducono inquietanti elementi di novità rispetto al quadro sinora noto. (p. 216)“

„Liborio Romano [... ], eletto alla Camera dei Deputati del Regno d'Italia contemporaneamente in nove collegi, con determinazione chiede a Cavour una giusta considerazione dei problemi di Napoli e del meridione, che egli sa considerare con spirito nazionale, ma ritiene del tutto particolari e gravi. Proprio Cavour, che di lui si era servito per la conquista, lo avvia al rapido declino. (p. 3)“

„Toccò a Roosevelt, Churchill, Stalin. Doveva toccare anche a De Gasperi. Mentre gli storici inglesi continuano a scalpellare il monumento di Churchill e il generale Volkogonov non smette di rileggere criticamente la vita dei fondatori dello stato sovietico, Nico Perrone, docente di storia americana e collaboratore del manifesto, pubblica presso l'editore Sellerio di Palermo un libro fortemente "revisionista" su De Gasperi e l'America. [... ] Perrone ci precipita all'indietro negli anni in cui De Gasperi era "lacchè degli Stati Uniti", Scelba era il suo "ministro della polizia", Saragat rompeva l'unità socialista con i soldi degli americani e Pacciardi cacciava i comunisti dagli opifici militari per obbedire agli ordini della CIA. Le tesi del libro sono sostanzialmente queste. Non è vero che gli americani abbiano assistito l'Italia per aiutarla a consolidare il suo regime democratico: lo hanno fatto per creare nel paese, con la collaborazione dei loro clienti, un duro fronte anticomunista. [... ] Perrone è uno storico, e per convincere il lettore del buon fondamento delle sue convinzioni ha fatto lunghe ricerche negli archivi italiani e degli Stati Uniti, ha confrontato e integrato i documenti americani con quelli che rimangono negli archivi personali dei maggiori uomini politici del tempo, da Truman a Acheson. (Sergio Romano)“


„Tutte le ipotesi avanzate sulla morte di Mattei erano focalizzate su aspetti particolari, anche assai rilevanti, ma il loro limite era di aver trascurato il quadro politico generale su cui maggiormente aveva pesato la presenza devastante di Mattei. [... ] Ma trascuravano del tutto la prospettiva delle grandi alleanze che reggono l'equilibrio del mondo, che neppure le insofferenze di stati potenti [... ] avevano mai seriamente messo in discussione. Così sottovalutando di molto lo stesso Mattei – che gli americani invece avevano dimostrato di conoscere nel suo peso reale – e perdendo una traccia per capirne la fine. (da La morte necessaria di Enrico Mattei, pp. 28-29)“

„Nico Perrone, docente alla Facoltà di Scienze Politiche di Bari, è quanto di più lontano si possa immaginare dal mondo cattolico moderato. Il Foglio l'ha definito "talmente rosso, che più rosso non si può". Chi desidera averne la prova, sfogli le prime pagine del libro. Elencano tutte le accuse che per mezzo secolo la sinistra politica ha scagliato contro l'allora partito di maggioranza relativa. Ecco dunque rispuntare capi d'imputazione come bigottismo clericale, anticomunismo, strategia della tensione, subordinazione agli USA, collusioni mafiose, corruzione, e via così. Nei numerosi libri dedicati all'argomento, Perrone s'era guadagnato la reputazione di critico implacabile, "senza essermene pentito" precisa oggi. Ma adesso – ecco la novità – si domanda "se questa lettura, sostanzialmente vera, contenga effettivamente tutti gli aspetti della politica di governo della DC, o se invece non abbia trascurato di tenerne in luce qualcuno non secondario". Il libro è una rilettura seria di quegli anni. L'esito, una sorprendente riabilitazione post mortem. Qualche esempio qua e là. La Democrazia cristiana, afferma Perrone, "ha dato all'Italia il più lungo periodo di pace della sua storia unitaria e ha realizzato una riduzione degli squilibri, compreso quello storico fra Nord e Sud". In politica estera, l'ingresso nel G-7 costituì "un'affermazione delle specificità italiane che la DC ha saputo cogliere, valorizzare, sviluppare e difendere, con un'azione di governo che ha tenuto insieme identità nazionale e prospettive europee, iniziative autonome di politica estera in difesa di interessi nazionali e lealtà occidentale, modernizzazione e capacità di gestire sacche interne di arretratezza». Nell'economia il plauso è senza riserve: "La DC si è mostrata generalmente rispettosa della sovranità popolare, cui non ha contrapposto un eccessivo potere dell'esecutivo. Nel suo lungo governo essa ha evitato d'imporre troppe regole al dispiegarsi della vita civile, e tuttavia non ha mai perseguito modelli di liberismo. Attraverso una politica di capital spending e una miriade di riforme, è riuscita a esprimere una capacità di riforma, con una sua egemonia forte, duratura, e tuttavia fondata su di un genuino, esteso consenso". [... ] Cosa ne pensano i democristiani tutti d'un pezzo, quelli che non hanno cambiato casacca? Marco Follini, leader dell'UDC, ha letto il libro e, naturalmente, lo apprezza. "La cosa curiosa", osserva, "è quest'ammirazione postuma da parte della sinistra. C'è un grande amore per la DC perché non c'è più". (Ugo Magri)“

„Non posso [... ] nascondere l'impressione che, molto di quanto ha ruotato intorno alla vita e alla morte di Mattei, lo si vorrebbe lasciare avvolto nella retorica della leggenda, ma coperto da una protezione inviolabile. (p. 18)“

„Il 27, a borsa chiusa per le festività natalizie, si tratta perciò di quotazioni non ufficiali [... ] i titoli cileni, quotati solo a Londra, salgono di un quarto di punto (0,4 per cento). Sono variazioni lievi, che vanno giudicate però alla luce dei commenti di stampa: il 29, The Morning Chronicle segnala che a Parigi la politica inglese "prevale" su quella russa e che la Francia non sosterrà la Spagna in America latina. (p. 323)“

Autori simili