Mondo Marcio (1986) rapper, beatmaker e produttore discografico italiano
da La città, n. 8
Nessuna via d'uscita Mixtape
Una raccolta di frasi e citazioni sul tema barbona, barbone, vita, gente.
Mondo Marcio (1986) rapper, beatmaker e produttore discografico italiano
da La città, n. 8
Nessuna via d'uscita Mixtape
Roberto Beretta (1960) giornalista e scrittore italiano
Charles Bukowski (1920–1994) poeta e scrittore statunitense
da Vita da barbone; pp. 116-117
Confessioni di un codardo
Renato Vallanzasca (1950) criminale italiano
citato in Vallanzasca: "Addio bel René, la vecchia mala ormai non c'è più", la Repubblica, 14 ottobre 2009
Giorgio Gaber (1939–2003) cantautore, commediografo e regista teatrale italiano
da Che bella gente, n. 3
I borghesi
Papa Francesco (1936) 266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica
Citazioni tratte da discorsi, Discorso ai partecipanti al Convegno ecclesiale della diocesi di Roma http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/june/index_it.htm, Aula Paolo VI, 17 giugno 2013
Vincenzo Ruggiero (1950)
Origine: Delitti dei deboli e dei potenti, p. 169
Enzo Jannacci (1935–2013) cantautore italiano
da El purtava i scarp a tennis, n. 1
La Milano di Enzo Jannacci
Gianfelice Facchetti (1974) attore, drammaturgo e regista teatrale italiano
citato in "Il ricordo di mio padre attaccato da 4 barboni" http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/04/21/news/facchetti_jr_barboni_calciopoli-3511321/, repubblica.it, 21 aprile 2010
Lucio Battisti (1943–1998) compositore, cantautore e produttore discografico italiano
da Il leone e la gallina, lato B, n. 2
Umanamente uomo: il sogno
Roberto Bolaño libro Stella distante
Distant Star
Variante: Il giorno in cui non lo si vide più a passeggio per le vie di Concepciòn con i suoi libri sotto il braccio, sempre correttamente vestito (al contrario di Stein, che si vestiva come un barbone), diretto alla Facoltà di Medicina o a fare la coda davanti a qualche teatro o cinema, quando si volatilizzò, insomma, nessuno ne sentì la mancanza. Molti si sarebbero rallegrati della sua morte. Non per questioni strettamente politiche (Soto era simpatizzante del Partito Socialista, ma niente di più, simpatizzante, nemmeno un elettore fedele, io direi che era un sinistroide pessimista), ma per ragioni di natura estetica, per il piacere di vedere morto chi è più intelligente e più colto di te ed è privo dell'astuzia sociale di nasconderlo. Scriverlo adesso sembra una bugia. Ma era così, i nemici di Soto sarebbero stati capaci di perdonargli persino la sua mordacità: quello che non gli perdonarono mai fu l'indifferenza. L'indifferenza e l'intelligenza.